Gli eventi storici

Basta con i rinvii: oggi parliamo della creazione degli eventi storici in un’ambientazione.
Arrivati a questo punto, se avete seguito le mie indicazioni, avrete una trama, una logica interna, una mitologia e una geografia. Con questi elementi di partenza è possibile creare uno sviluppo storico del vostro mondo.
Per cominciare, vi consiglio di stilare un elenco dei principali avvenimenti con gli anni corrispondenti e, come nel caso della creazione geografica, occorre abbondare con i dettagli e con vicende anche superflue, in modo tale da creare uno sviluppo storico realistico. Ovviamente non occorre raccontare anno per anno quello che avviene, ma è bene non fare mai salti troppo lunghi. Per fare un esempio, non lasciate cento anni totalmente vuoti di eventi, poiché in un mondo realistico è improbabile che in cento anni non sia avvenuto niente. (Questa regola non conta se avete bisogno di inserire un periodo di vuoto o di mistero… ma in realtà anche in questo caso è valida, poiché il mistero deve esserci per il lettore, non certo per voi.) Create perciò un lunghissimo elenco di avvenimenti storici che coinvolgano tutti i regni del vostro mondo.
Da che anno partire e a quale arrivare?
Per l’anno di partenza potete cominciare da dove volete, basta che non sia troppo vicino all’inizio della trama del romanzo che scriverete. Io credo che i “duecento anni prima” siano il minimo indispensabile, poiché se racconterete solo gli ultimi cento anni, avrete il problema che dei personaggi molto anziani potrebbero aver vissuto in prossimità di momenti storici “vuoti”. Un’opera famosa in cui è possibile rintracciare questo difetto è il manga “Naruto”, dove la storia dell’ambientazione è narrata sino a un’ottantina di anni prima e gli anni precedenti a questo limite sono invece permeati da un’aura di remota sacralità, come se si stesse parlando degli albori del mondo. Ciò è irrealistico, poiché noi percepiamo il mondo di un centinaio di anni fa sì lontano, ma non remoto e tantomeno “misterioso”. Vi conviene perciò partire nella datazione da almeno duecento anni prima gli eventi della vostra trama. Se volete andare sul sicuro, potete stilare un elenco di tutti gli avvenimenti dalla creazione del mondo sino al “presente”.
Questa enorme lista di fatti storici ovviamente non dovrà mai essere riversata sul lettore, altrimenti il vostro libro sarà scagliato fuori dalla finestra. La storia dell’ambientazione deve essere soltanto l’impalcatura su cui montare la trama che avete in testa e non è necessario che il pubblico veda tutti i dettagli di questa “base”. Se ci tenete davvero tanto, potete comunque fare come Tolkien, cioè potete inserire un’appendice alla fine del romanzo con tutti gli eventi storici, disponibile solo per chi fosse realmente interessato.
Per quanto riguarda invece il punto di arrivo di quest’elenco storico, dovete ovviamente arrivare sino al giorno prima dell’inizio della vostra avventura. La gran mole di avvenimenti e dettagli deve perciò condurre alla situazione di partenza della trama.
Per quanto riguarda la creazione degli eventi in sé vi consiglio di rispolverare qualche manuale di storia e rifletterci un po’ su. Solitamente il mondo va avanti con improvvisi cataclismi, dovuti a personaggi storici, o guerre, o eventi climatici, ecc. Il solito consiglio che posso dare è di essere logici e di riflettere sulla natura psicologica delle vostre popolazioni. Magari un regno di orchi è molto più guerrafondaio, perciò scatenerà conflitti continui, e i suoi membri cercheranno sempre di ottenere il potere, portando a un susseguirsi ininterrotto di sovrani. Un regno elfico invece può essere basato sul rispetto delle tradizioni e pertanto è molto più stabile. Questi però sono solo esempi e per creare qualcosa di innovativo e personale potete capovolgere questi cliché a vostro piacimento. L’unica regola obbligatoria è la solita: rispettate la logica della vostra ambientazione.
Un altro consiglio è non dare per scontato che i protagonisti della vostra trama conoscano tutti gli eventi storici passati. Magari il vostro mondo ha diecimila anni, ma i vostri personaggi possono essere convinti che esso esista da soli trecento anni. Potete insomma creare due cicli storici: uno reale che conoscete soltanto voi, e uno falso che invece è ritenuto reale dai protagonisti e, di conseguenza, dai lettori. Questo può portare a interessanti colpi di scena.
Un elemento molto importante in questa fase di creazione è anche la logica della magia. Un mondo con scarsa presenza magica avrà un andamento storico simile a quello del medioevo reale (o del mondo reale in senso lato), mentre un mondo con un’elevata presenza magica sarà probabilmente più evoluto, pertanto potrebbe somigliare a qualcosa di rinascimentale o moderno. Un esempio banale: in un mondo in cui i maghi possono creare acqua facilmente, non ha senso inserire villaggi dispersi in cui la gente muore di fame, poiché ci sarà sempre un qualche stregone che per guadagnare andrà a offrire i propri servigi a chi ne ha bisogno. Attenzione: è una questione economica, di guadagno, non di bontà o morale, perciò è assolutamente realistica.
Viceversa, in un mondo low fantasy, i regni passeranno il tempo a guerreggiare per appropriarsi delle risorse e delle ricchezze, con tutte le conseguenze storiche che potete immaginare.
Per concludere, l’ultimo consiglio che vi do è di non dimenticare mai, soprattutto in ambito storico, l’importanza della sete di potere. Chi può comandare e guadagnare, soprattutto se ha poteri sovrumani, lo farà. Un mondo con molti maghi potenti avrà pertanto molti maghi al comando.

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Ha scritto il suo primo libro all'età di otto anni (un'orribile copia di Jurassic Park) e da allora non ha più smesso di sprecare inchiostro, nel tentativo di emulare i suoi inarrivabili punti di riferimento. Collabora con alcuni siti di interesse letterario, oltre a questo blog. Ha affrontato i misteri dell'autopubblicazione, alcuni premi letterari e una piccola pubblicazione in cartaceo, ma continua a scrivere continuamente per raggiungere il suo vero obbiettivo: scrivere continuamente.
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