Giovane Lupo

La strega fissò i suoi occhi cespugliosi in quelli della giovane donna che aveva dinanzi e che la guardava con la bocca aperta.
“Quanti anni hai fanciulla?” chiese con un sorriso sbilenco.
“Quasi ventisei” disse in un sussurro.
Guardò la giovane cercare di riprendere il controllo della situazione, strofinando le mani ripetutamente sui jeans.
“Senta, lei è molto brava a raccontare storie, ma non è carino prendere in giro chi bussa alla sua porta” disse l’uomo che l’aveva accompagnata.
La strega volse lo sguardo verso di lui che emise un leggero colpo di tosse.
“Io non prendo in giro nessuno, ho solo raccontato quello che sta accadendo ora a creature che voi pensate non esistano.”
“Sta insinuando che la madre di Julie sia un mutaforma? O qualcosa del genere?”
“Lican, è esattamente una lican, licantropo, werewolf, come volete chiamarlo, è quello, così come lo è Julie” disse riportando lo sguardo sulla donna che ora la guardava terrorizzata.
La strega sospirò.
“Giovani! La gioventù moderna sta andando a scatafascio! Non avete più niente in cui credere, niente ricordi di famiglia, niente leggende trasferite da madre a figlia.”
“Non… non può essere. Io… io… Io sono, cioè non sono un licantropo, lo saprei!” la interruppe Julie.
“Non hai fatto il rituale, avrebbe dovuto fartelo tua madre ai dieci anni, ma non essendoci lei sei ancora incompleta.” spiegò pazientemente
“Cosa significa?”
“Che il lupo è dentro di te, dormiente. Potresti anche non risvegliarlo mai, ma significherà una morte precoce. Il lupo, se non viene liberato, si nutre della tua energia vitale. Questo porterà alla tua dipartita tra non più di dieci anni” disse serafica posando le mani nodose sull’addome.
La donna era impietrita, se le avessero fatto un elettroshock sarebbe stato meno doloroso.
Si alzò e cominciò a camminare nervosamente su e giù davanti al divano.
“Dov’è?” chiese all’improvviso
La strega sorrise mostrando i suoi denti marci.
“Macedonia, Bogomila per essere precisi. Ma non credo si fermerà lì per molto”
“Come posso fare a raggiungerla?”
“Beh, se fossi un licantropo intero la riusciresti a trovare. I lupi sono collegati tra di loro, a volte, quando il legame di sangue è forte, riescono a parlare telepaticamente.”
La donna riprese a camminare nervosamente, i suoi due compagni di avventura osservavano lo scambio di battute affascinati e silenziosi.
“Ma senza di lei non posso… Non posso diventare” fece un gesto con le mani “intera!”
“E chi l’ha detto?” rispose la strega inarcando un sopracciglio.
“Tu… tu puoi farmi diventare intera?” chiese in un sussurro.
“Ovviamente si, ma ti avverto prima, sarà molto doloroso e con qualche effetto collaterale”
“Ovvero?”
“Avere il lupo vigile implica che ad ogni luna piena vorrà uscire, correre, cacciare. Dovrai imparare a conviverci per evitare di far del male al prossimo. Inoltre, se sarai in pericolo, uscirà a prescindere, difficilmente riuscirai a tenerlo a bada, uscirà ed ucciderà qualsiasi cosa ti stia minacciando, o almeno ci proverà.”
La strega osservò come i cambi di espressione sul suo viso rispecchiavano i pensieri che si inseguivano nella sua mente. Era come giocare al gatto con il topo, fondamentalmente voleva aiutarla, ma anche avere un lican che le doveva un favore non era male. Ed in quel caso, se avesse fatto riunire madre e figlia avrebbe avuto ben due licantropi debitrici nei suoi confronti. Ciò poteva risultare molto, molto utile.
“Altro?” chiese
“Molto, ma scoprirai tutto solo vivendo il lupo e l’unica che può insegnarti meglio di tutti ad interagire con lui è tua madre. O un altro lican.” Disse facendo spallucce.
“Va bene” disse la donna dopo qualche secondo di silenzio.
Stringeva forte i pugni, ferma nella sua decisione.
La strega fece quel suo sorriso sghembo e poi con difficoltà, si alzò dalla poltrona.
Si avvicinò con passo claudicante a Julie, che tremava vistosamente, biascicando parole incomprensibili, mentre una nebbiolina verdastra si alzava intorno a lei.
Quando le fu accanto, con un movimento fulmineo che poco aveva a che fare con una donna anziana, infilò la mano fino al polso squarciandole l’addome all’altezza della bocca dello stomaco.
Il sangue cominciò a sgorgare, mentre le urla di dolore di Julie riempivano la caverna, seguite da quelle di terrore dei suoi compagni di avventura.
Ben presto ai piedi della donna si formò una chiazza di sangue e le sue urla mutarono in ululati cupi. Gli occhi di Julie si spalancarono e le iridi castane mutarono in giallo oro, mentre i denti cominciavano a diventare zanne.
Quando anche la postura cominciò a cambiare la strega estrasse la mano sanguinolenta e fece qualche passo indietro.
Gli altri due ospiti erano atterriti, non avevano abbastanza coraggio per intervenire.
Julie si dibatteva sul pavimento dove si era accasciata, mentre le ossa si riposizionavano, rompendosi e ricomponendosi con forti schiocchi. La cassa toracica si espanse emettendo inquietanti gorgoglii, mentre gli arti si saldavano ormai trasformati in robuste zampe.
Una folta pelliccia bruna sostituì i vestiti. Gli ululati di dolore continuavano ad echeggiare all’interno dell’antro, talmente potenti da far rizzare i peli sulle braccia degli umani presenti.
La strega osservava il tutto compiaciuta.
Quando la trasformazione fu completa si spostò tornando a sedersi alla sua poltrona. Ben presto un enorme lupo bruno con fieri occhi gialli si alzò da dietro il divano. La testa superava lo schienale, più o meno all’altezza del petto di un uomo di media statura. I suoi compagni di viaggio la guardavano terrorizzati, mentre Julie spostava lo sguardo scrutando i dintorni e annusando fino a fermarsi sulla strega.
“Bene Julie, com’è essere un lupo?” chiese con il suo sorriso sghembo
Il lupo ringhiò sommessamente, preparandosi a spiccare il balzo verso di lei.
“Sembra proprio che tu te la sia presa per quell’inezia di poco fa, guardati non sei neanche ferita.”
Il lupo non sembrava d’accordo con la logica della strega e pareva proprio intenzionato ad attaccarla. La strega sospirò.
“Io non lo farei se fossi in te. Era necessario, altrimenti non ti saresti trasformata. Dimenticavo di dirti una cosa importante” disse tranquillamente mentre il lupo era sempre più aggressivo “immagino che vorrai sapere come tornare umana” chiese con innocenza.
Le orecchie di Julie tornarono in posizione normale, mentre il ringhio si interruppe di botto.
“Sapevo di riuscire ad attirare la tua attenzione.”
Il lupo avanzò di qualche passo fino a quando non fu che ad un metro di distanza dalla poltrona, guardava la vecchia con circospezione.
“Ma prima di quello, non vorresti nutrirti?” chiese indicando i due umani che seguivano la discussione con gli occhi sgranati.

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Oceanografa a tempo perso, grande lettrice che non disdegna dai classici agli ingredienti dei succhi di frutta. Nutre una grande passione per il Fantasy e in questo periodo, in particolare per il Weird. Avendo personalità multiple adora i GDR e sopratutto i GRV. Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2008, ma è ancora in cerca di un editore che la sopporti.
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