Ghoul

Che giornata! Pensò David, accendendosi l’ennesima sigaretta.
Poi si ricordò che in effetti non era più giorno.
Non era mai giorno per lui.
Cercò di ricordare quando fosse stata l’ultima volta che aveva visto la luce del sole mentre si appoggiava stancamente al portone di metallo alle sue spalle.
Non che avesse motivo di lamentarsi della sua vita, anzi avrebbe potuto addirittura dire di aver fatto carriera: dai piccoli lavoretti sporchi per il boss mafioso locale a un impiego fisso, profumatamente pagato e solo occasionalmente illegale. Ci sarebbe stato da fare i salti di gioia, non fosse stato per il non trascurabile particolare che il suo nuovo datore di lavoro non era propriamente – vivo. Non era nemmeno propriamente umano, a ben vedere.
Sulle prime, David aveva dato di matto. Diamine, aveva pensato, ecco dove stava la fregatura! E “fregatura” era un eufemismo di fronte alla scena a cui aveva assistito: il capo delle Industrie Avi che beveva il sangue di un povero disgraziato che gli doveva dei soldi. Ne aveva visti di spettacoli disturbanti nella sua vita, ma quello le aveva superate tutte di parecchio! Il braccio destro del signor Avi lo aveva raggiunto – un po’ troppo rapidamente per i suoi gusti – mentre se la dava a gambe. Gli aveva parlato. Se un mese prima qualcuno gli avesse detto che esistevano i vampiri, David avrebbe riso. Quella notte però non aveva riso. Non aveva dubitato neanche per un istante di una sola parola di ciò che quell’uomo dai magnetici occhi neri gli stava dicendo. E aveva dubitato ancora meno del fatto che lo avrebbero ucciso, se solo avesse osato fare parola a qualcuno di quanto aveva visto.
David spense la sigaretta, per poi controllare istintivamente che la pistola fosse ancora al suo posto.
Aveva pensato spesso di andarsene, nonostante i soldi, la casa e tutto il resto. In fondo, aveva messo da parte un bel gruzzolo: abbastanza per condurre una vita dignitosa per parecchi anni. Eppure, ogni sera si ripresentava puntuale all’ufficio del capo. Nessuno lo aveva mai minacciato. Non ce n’era bisogno. Lo tenevano al guinzaglio, ma non certo con le minacce: il fottuto sangue di quelle creature era una maledettissima droga, di cui ormai sapeva di non poter fare a meno. E chi altro gliene avrebbe potuto fornire? Naturalmente nessuno gli aveva parlato prima di questi – effetti collaterali. Ti farà guarire più velocemente da quel foro di proiettile – così gli avevano detto la prima volta. Ok, ma mai più, aveva risposto. E lo avevano fottuto alla grande.
Non era una brutta vita comunque, se uno sapeva quando era meglio guardare da un’altra parte. Proprio come quella notte. Quando gli avevano portato quella strana cassa, ordinandogli di non aprirla, non aveva fatto domande. Si era messo di guardia, pistola nella fondina e sguardo da duro: chiunque avesse cercato di entrare se ne sarebbe pentito. Non che si aspettasse davvero problemi: il più delle volte, quei lavori di sorveglianza erano una vera noia. A quanto gli era dato di capire, il suo datore di lavoro era un pezzo grosso tra i succhiasangue, quindi raramente qualcuno veniva a rompergli le scatole.
David si accese l’ennesima sigaretta, rassegnato ad almeno altre tre ore di nulla.
Accadde tutto in un attimo.
Un frastuono assordante da dentro l’edificio, e prima ancora che potesse voltarsi, si ritrovò a fissare una mano – anche se “artiglio” sarebbe stata una definizione più corretta – che gli attraversava lo stomaco.
Non ebbe nemmeno il tempo di urlare mentre la cosa uscita dalla cassa calava su di lui.

GHOUL: Servitore umano di un vampiro. Il suo padrone lo nutre regolarmente del proprio sangue, il che gli dona temporaneamente alcune delle capacità speciali dei non-morti – oltre a renderlo assolutamente fedele al proprio signore.

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Vaulderie
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Vivo vicino alla bella Venezia e faccio la scrittrice e sceneggiatrice. Da quando ero molto piccola, ho sempre inventato mondi fantastici, e ora mi sforzo di dar loro forma su carta. Ho studiato prima al liceo classico, poi all'università Ca' Foscari di Venezia (lingue orientali). Ho una grande passione per il Giappone e il mondo dell'intrattenimento in genere, nonché per gli stili di abbigliamento un po' particolari.
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