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Genesi – Parte III

Terzo appuntamento con la genesi del mondo di Arda. Le puntate precedenti le trovate qui:
– Il mondo di Arda – Genesi – Parte I
– Il mondo di Arda – Genesi – Parte II

Con la distruzione di Illuin e Ormal, Arda fu nuovamente divorata dalle tenebre. Dopo che i Valar giunsero a Valinor, la loro nuova casa, Yavanna cantò e dalla sua melodia nacquero due grandi Alberi e con essi la Prima Era o Tempi Remoti.

« Di tutte le cose fatte da Yavanna, sono le più rinomate, e tutti i racconti dei Tempi Remoti s’intrecciano al loro destino »

(Silmarillion)

Il primo, Telperion (detto anche Silpion e Ninquelóte), maschio e di età maggiore, e Laurelin (detta anche Malinalda e Culúrien), femmina e di età minore. Riunitisi fuori da Valmar, sulla collina di Ezellohar, tutti i Valar furono testimoni della nascita degli Alberi che avrebbero rischiarato nuovamente i cieli e la terra. In sette ore ogni albero raggiungeva il massimo splendore prima di attenuarsi e un’ora prima che lo splendore di un albero cessasse, l’altro iniziava a emanare luce. Telperion cessava di splendere alla sesta ora, e Laurelin alla dodicesima quindi un “giorno” arrivava a durare dodici ore. C’era quindi due volte al giorno un’ora, contemporaneamente di “alba” e di “tramonto”, in cui le luci di entrambi gli alberi erano tenui e armoniose tra di loro.

Una creazione tanto perfetta e luminosa, come lo erano stati i Pilastri prima, non poteva passare inosservata agli occhi dell’Oscuro Signore Melkor che, roso dall’invidia, tentò ancora una volta di distruggere le meraviglie dei Valar. Si avvolse nelle tenebre più fitte che non lasciavano passare nemmeno la luce degli Alberi e si avvicinò ad essi. Al suo fianco vi era un Maiar corrotto, Ungoliant (ungwë liante, Tessitrice di tenebra), la cui forma caratteristica era quella di un ragno femmina avvolta dall’oscurità delle tele che essa stessa tesseva. Giunti agli Alberi, Melkor li colpì e Ungoliant ne divorò la linfa e la luce, fino a lasciarli avvelenati e privi di vita, gettando Valinor nell’ombra.

Yavanna non potè ricreare gli Alberi e Nienna, con le sue lacrime, non fu in grado di resuscitarli, ma fu capace di recuperare solo un fiore di Telperion che, affidato al Maiar Tilion, divenne Isil (Luna), mentre il frutto di Laurelin, nelle mani del Maiar Arien, divenne il Sole.

Compiuta la sua opera, Melkor tornò nella Terra di Mezzo, nella sua nuova fortezza di Angband.

Note
Valmar è generalmente considerata come la capitale dei Valar e il suo nome significa “Città delle Campane”. E’ il luogo dove i Valar si riuniscono ed è interamente costruita in oro, argento, platino e mithril. Da esso è possibile vedere in tutto il loro splendore i due grandi Alberi che sorgono sul colle di Ezellohar.

Ungoliant è stato l’unico Maiar insieme a Melian ad aver avuto una discendenza. I suo figli sono i mostruosi ragni che Bilbo incontra ne “Lo Hobbit”. Più pericolosa è Shelob, il ragno gigante che ostacolerà Frodo diretto al Monte Fato ne “Il Signore degli Anelli”. Dopo uno scontro funesto con Morgoth per accaparrarsi parte del tesoro di Valinor, fu sconfitta e fuggì versi i Monti del Terrore. Si narra che per fame sia morta divorando se stessa.

(549)

Genesi - Parte II
L'esodo dei Quendi
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Noxed

- State tutto il tempo intorno ad un tavolo a lanciare dadi strani e a immaginare di essere cavalieri in cerca di gloria o farabutti in cerca di oro? - Fondamentalmente è così. - E dov'è la parte pratica? Dov'è il vero gioco? - La "parte pratica" è su questi manuali. La vera avventura è nella tua testa. - Nella mia testa? - Sì. Per quanti libri o manuali possano essere stati scritti non troverai mai un avventura straordinaria e potenzialmente infinita come quella nella tua testa. - Cioè? - La fantasia.
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