Gangrel

Non lo so che diavolo sta capitando, amico. È tutto un dannato casino. Un dannato casino.
Il branco si è spaccato proprio davanti ai miei occhi non appena è arrivata quella notizia. Lucille ci ha radunati tutti giù alla vecchia fabbrica abbandonata, e ci ha detto che Xaviar l’aveva fatto davvero: se n’era andato dalla Camarilla, portandosi tutto il Clan con lui. Erano anni che sentivo dire che voleva farlo, ma non pensavo sarebbe successo sul serio.
E invece eccoci qua.
Lucille sosteneva che dovevamo seguirlo: è tempo di abbandonare la nave – così continuava a dire, come un disco rotto. Ma io non ci stavo, e neanche molti dei ragazzi più giovani. Siamo nati, cresciuti e morti qui, e il “qui” è una stramaledetta città camarillica: che futuro possiamo avere fuori dalla Setta? Questo però Lucille non lo capiva. Lei ha viaggiato molto ed è stata una semplice ospite delle città altrui per troppo tempo per riuscire a capire cosa significhi avere una casa. Perché era questo che ci stava chiedendo: di abbandonare la nostra casa. L’unica casa che avessimo mai avuto. L’ho supplicata di ripensarci. Proprio io, che non chiedo mai nulla a nessuno. Sentivo che eravamo sull’orlo di un precipizio e, una volta decisa una strada, la nostra vita sarebbe cambiata per sempre. Purtroppo non ci fu verso di smuovere né Lucille né i suoi, anche se vedevo in quegli occhi gialli l’ombra del rimpianto per tutto ciò che era stato e non avrebbe più potuto essere. Avrei forse dovuto sfidarla a duello, ma in definitiva cosa avrei ottenuto? Se ne sarebbe andata comunque, prima o poi, solo con un carico di rimpianti più grande da entrambe le parti.
Lasciarono il rifugio quella notte stessa. Non chiesi cosa avrebbero fatto o dove sarebbero andati: avevo paura della risposta.
Vorrei poterti dire che Lucille e gli altri torneranno, ma so già che non è così. Questa volta si tratta di un addio. La mia fiera volpe aveva da tempo deciso che le regole degli altri, quegli altri che non ha mai sentito come suoi simili, le stavano strette. Probabilmente è stato così per molti di noi: la decisione di Xaviar ha semplicemente incendiato una scintilla che covava da troppo tempo sotto la brace.
Ora non so davvero cosa farò. In città sono giunte voci che alcuni dei più giovani si sono addirittura uniti al Sabbat, e questo non ha fatto molto piacere al Principe. L’Arpia sostiene che dovrei essere sollevato dal mio incarico, ora che tecnicamente il mio Clan non fa più parte della Setta, e molti si sono espressi a favore di questa idea: di colpo tutte le notti passate a difendere i confini della loro – della nostra città – non sembrano contare più nulla. Forse dovrei fare come Lucille. Forse, dopo tutto, aveva ragione lei: il nostro tempo nella Camarilla si è esaurito per sempre. Tuttavia, non riesco a rassegnarmi ad andarmene. Anche se ora tutti mi guardano come se non mi riconoscessero più, questa rimane casa mia. Cosa ne sarebbe di questo posto se io me ne andassi? Davvero i Brujah potrebbero reggere gli assalti dei Sabbatici da soli, come sembrano credere? Nel mio cuore morto conosco già la verità, eppure non mi è di molto conforto. Ogni notte quelli che sono rimasti mi guardano, in attesa: stanno aspettando che io dica loro che ci riuniamo alla nostra vera famiglia, e lasciamo questi “Fratelli” ingrati al loro destino di morte e schiavitù.
E ogni notte sono sempre più vicino a dare quell’ordine.
Vattene da qui, amico mio, finché puoi. Non ho le risposte che cerchi. Nessuno le ha ormai. Se anche la mia Lucille conosceva le ragioni per cui Xaviar ha preso questa decisione, non le ha condivise con il resto del branco: mi chiedo quali orribili segreti nascondeva quel suo reticente silenzio.
Io rimarrò in questa città a fare il mio lavoro – fino a che mi sarà permesso di svolgerlo. Quando gli Anziani avranno il coraggio di venire da me a rimuovermi dal mio incarico, allora e solo allora mi riterrò sciolto dal mio voto di onore alla Camarilla.
Ci aspettano notti oscure, notti di sangue e morte: notti che faresti meglio a passare spalla a spalla con chi puoi davvero definire “amico”.
E Caino abbia pietà di tutti noi.

Lone Wolf,
Flagello di Firenze

Soprannome: Stranieri
Discipline di Clan: Robustezza, Animalità, Proteide
Debolezza di Clan: Ogni volta che un Gangrel va in frenesia, acquisisce una caratteristica animale. Questo tratto bestiale può essere sia fisico – orecchie da lupo, occhi rossastri, pelliccia e così via – sia comportamentale. Ogni nuova caratteristica solitamente sostituisce quella precedente, ma in alcuni casi questa può diventare permanente: per questo motivo, con il passare dei secoli, gli Anziani Gangrel tendono a divenire sempre più simili alle belve a cui tanto si sentono affini.

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Malkavian
Samedi
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Vivo vicino alla bella Venezia e faccio la scrittrice e sceneggiatrice. Da quando ero molto piccola, ho sempre inventato mondi fantastici, e ora mi sforzo di dar loro forma su carta. Ho studiato prima al liceo classico, poi all'università Ca' Foscari di Venezia (lingue orientali). Ho una grande passione per il Giappone e il mondo dell'intrattenimento in genere, nonché per gli stili di abbigliamento un po' particolari.
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