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Dieci libri fantasy (o quasi fantasy) fondamentali per chi scrive fantasy

Nel corso di questa rubrica ho citato molti romanzi fantasy (e anche non fantasy) per illustrare vari argomenti. Arrivati a questo punto, mi sembra d’obbligo stilare un elenco di quei libri che ritengo molto utili per imparare a costruire un’ambientazione fantastica.
Come era già accaduto con l’elenco di manuali di scrittura, anche qui non pretendo di essere completo e perfetto (sarebbe impossibile). I libri che vado a inserire sono quelli che preferisco, o che mi hanno fornito spunti, oppure che mi sembrano importanti per una qualche ragione. Se voi ritenete che ce ne siano altri importanti allo stesso modo, potete inserirli nei commenti.

Cominciamo!

1 – Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien
Ovviamente. Parlare di ambientazioni fantasy obbliga a citare il capostipite da cui tutto è cominciato. Molto utili anche le appendici in cui si apprende una parte dell’enorme lavoro che fece Tolkien per creare le fondamenta del proprio universo. Se volete però delle conoscenze complete, oltre al romanzo dovrete anche leggere tutti gli altri scritti connessi, a cominciare dal Silmarillion.

2 – Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (cioè “Il Trono di Spade”, per chi ancora non lo sapesse) – G.R.R. Martin
Di minor valore letterario, con più colpi di scena, ma di eguale complessità d’ambientazione. Nella serie tv gli elementi di Westeros sono stati alleggeriti, mentre nei romanzi la presenza (a volte il peso) del mondo di Martin si sente con asprezza per il lettore. Perfetto per chi vuole imparare a costruire mondi, ma aspettare millemila pagine per un paio di colpi di scena alla lunga si fa stancante.

3 – La trilogia di Gormenghast – Mervyn Peake
Ingiustamente poco celebre, io invece lo ritengo l’unico libro al livello de “Il Signore degli Anelli”. Molto letterario (quasi al limite della follia), ma con una cura e una precisione nei dettagli che lascia stupefatti. L’ambientazione non è fantasy classica, anzi lo stesso C.S. Lewis disse che Peake aveva creato un nuovo genere: il gormenghastly. Proprio per questo occorre leggerlo: per comprendere che in un romanzo fantastico l’importante non sono i cavalieri e gli elfi, ma lo stile e la logica interna (logica che appare assurda se vista invece dall’esterno).

4 – Il ciclo di Malazan – Steven Erikson
Altro ciclo che è d’obbligo inserire.
Innumerevoli razze e popolazioni che si intersecano, creando un mondo così vasto da lasciare confusi. Dico davvero: se non siete preparati a dovere e decisi a finire la serie, lasciate perdere, altrimenti ci rimarrete impantanati.
L’autore ti scaglia nel bel mezzo della storia e non spiega nulla. Sta al lettore comprendere tutto e ricollegare gli elementi sparsi nell’arco di dieci libri di circa mille pagine l’uno. Buona fortuna!

5 – Baudolino – Umberto Eco
Un libro che si spaccia per romanzo storico, ma che non ha quasi nulla di storico. Ascoltiamo il racconto di Baudolino che narra il proprio viaggio nel mondo, tra popolazioni improbabili e mostri del bestiario medievale. Il protagonista è chiaramente un bugiardo, ma crea così un mondo di fantasia basato su tutti i miti e le leggende del passato. È perfetto per chi desidera creare ambientazioni fantastiche a sfondo storico.

6 – Il ciclo della Fondazione – Isaac Asimov
Ci infilo anche un po’ di fantascienza, perché non fa male. Asimov, nel suo ciclo più celebre, crea un universo (è proprio il caso di dirlo) molto dettagliato, sospeso tra la caduta dell’Impero Galattico e la rinascita culturale portata avanti dalla Fondazione. Un’ambientazione particolare dove le battaglie e l’azione sono prossime allo zero, ma non per questo manca la suspense.

7 – Dragonero – Luca Enoch e Stefano Vietti
Il primo fumetto in elenco, ed è anche italiano. Sono usciti anche due romanzi ambientati all’interno del mondo di Dragonero.
Tutto il materiale che si va accumulando tra web, libri e fumetti, sta creando un’ambientazione vastissima e interessante.
Devo essere onesto: ai primi numeri non ero rimasto molto soddisfatto, poiché Dragonero è un fantasy classico con pochi elementi innovativi. Con il passare del tempo, però, la qualità delle storie e la grandezza di questo mondo stanno crescendo costantemente. Un altro ottimo esempio per comprendere quanto vasto debba essere l’universo sotteso a un fantasy di valore.

8 – Manuale del Dungeon Master – Dungeons & Dragons 3.5
Questo è l’unico libro che non è un romanzo né un fumetto, ma un vero e proprio manuale. In quanto il master di un gioco di ruolo deve creare storie e ambientazioni, in questo libro troverete un mare di spunti e idee da non sottovalutare.
Alcuni punti, come la cosmologia, sono chiaramente propri del mondo di D&D, quindi non potrete utilizzarli in un vostro libro (e se lo farete, sarete poi linciati sulla pubblica piazza dai lettori di fantasy), ma possono comunque offrire un metodo di sviluppo e delle idee singolari.
Vi consiglio l’edizione 3.5 poiché la 4 è orribile e la 5 esiste soltanto in inglese (ma è ottima lo stesso).

9 – Il ciclo di Cthulhu – H.P. Lovecraft
Come con Erikson, anche in Lovecraft l’ambientazione è nascosta. Con un solo racconto vi sembrerà di aver letto una banale storia di mostri tentacolosi, ma se ne leggerete molti, inizierete a vedere il mondo sotteso alle storie di questo autore. Tutto si svolge nello stesso assurdo universo, colmo di divinità ripugnanti e creature indicibili.
Il vantaggio rispetto a Erikson sta nel fatto che: 1 – in Lovecraft c’è maggior valore letterario; 2 – i racconti sono brevi e non dovete leggere dieci volumoni per collegare tutto.

10 – Sandman – Neil Gaiman
Un capolavoro.
Non è un fantasy, ma lo è. Non è storico, ma lo è. Non è un fumetto di supereroi, ma lo è. È tutto questo e, a mio parere (ma qui non accetto proteste), la migliore opera di Neil Gaiman. Leggetelo per apprendere come si costruisce un’ambientazione, leggetelo se vi piacciono i fumetti, oppure leggetelo se non avete niente da fare. Non importa il perchè: l’importante è che lo leggete.

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Ha scritto il suo primo libro all'età di otto anni (un'orribile copia di Jurassic Park) e da allora non ha più smesso di sprecare inchiostro, nel tentativo di emulare i suoi inarrivabili punti di riferimento. Collabora con alcuni siti di interesse letterario, oltre a questo blog. Ha affrontato i misteri dell'autopubblicazione, alcuni premi letterari e una piccola pubblicazione in cartaceo, ma continua a scrivere continuamente per raggiungere il suo vero obbiettivo: scrivere continuamente.
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