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Di Libri e Amicizie

Joshua o Josh, come lo chiamavano tutti, era un ragazzo perfettamente nella media, forse dai coetanei era considerato uno squinternato, quelli strani con la fissa per i fumetti e i videogames.
Fisicamente un altro disastro: smilzo, tanto che si potevano contare le ossa del corpo una dopo l’altra, la pelle scura rendeva i rilevi lasciati della ossa più evidenti.
Gli occhi neri e profondi venivano perennemente coperti dai riccioli scuri che gli cadevano sulla fronte disordinati, dai capelli spuntavano infine delle orecchie a sventola, di cui una con una punta.
I vestiti erano pressoché simili tutti i giorni jeans neri molto stretti, cinta nera abbinata, il tocco di classe lo davano le scarpe: Chuck Taylor All Star.
Maglietta a maniche corte con una felpa, ovviamente anche essa nera, nei mesi invernali.

Alexandra o Alex, come la chiamavano tutti, non poteva di certo essere considerata una ragazza nella media, anzi, veniva considerata dai più una schizzata. Aveva una cerchia di amici non indifferente, stava simpatica a tutti, solare e divertente in ogni situazione.
Amante della lettura e della scrittura, con un piccolo lavoretto in biblioteca nel pomeriggio.
Ad aumentare la sua eccentricità, c’erano il suo fisico e il suo modo di vestire. La prima cosa che si poteva notare erano gli occhi, grandi, grandi, grandissimi occhi verdi, ingranditi ancora di più dagli occhiali da vista neri che poggiavano in un minuscolo naso pieno di lentiggini.
I capelli rossi, cadevano con due trecce ai lati delle orecchie. La frangia che le copriva la fronte, era coperta per metà da una cuffia verde che creava un contrasto con il colore rosso dei capelli.
Al contrario della maggior parte della scuola, non portava semplici jeans, ma salopette. Ogni giorno portava una salopette di colore diverso e con fantasie differenti, la maglietta, perennemente rossa e a maniche corte anche in pieno inverno.

 -Ehy J-
Alex corse verso Josh e gli saltò addosso abbracciandolo stretto.
J.
Solo lei aveva il permesso di chiamarlo J, più che il permesso aveva iniziato a chiamarlo così quando si erano conosciuti, e lui non si era mai opposto.
-Ehy Al-
Josh ricambiò l’abbraccio molto più freddamente rispetto a lei.
Al.
Solo Josh la chiamava Al.
-Allora… che ne dici di iscriverti al giornale della scuola?-
Josh s’incamminò velocemente verso la classe, nella speranza di evitare altre “opportunità” che Alex gli dava.
-Corri J Corri! Tanto non mi scappi-
Ogni giorno,  Alex cercava Josh e gli chiedeva di diventare un membro del giornale.
Ogni giorno Josh rifiutava il “grande onore”.
Alex e Josh erano amici da tanto tempo, dalla terza elementare. I bulli che tormentavano Josh vennero picchiati da Alex che li spaventò a tal punto da diventare il loro incubo notturno.

Appena arrivati in classe, scaraventarono i loro zaini sul banco.  Josh si buttò sulla sedia svogliato, Alex al contrario, fece il giro della classe salutando i suoi compagni con abbracci schiaccia ossa e sonori baci sulla guancia.
-Pass. La smetta di saltellare con un coniglio e si metta a sedere-
All’entrata della professoressa tutta la classe si era materializzata al proprio posto in un attimo, eccetto Alex che ancora si trovava in piedi a vagare.
-Scusi-
Con una smorfia si rimise a posto e prese i libri.
-Hai fatto i compiti?-
Josh prese il quaderno e si mise a prendere appunti di matematica. Lentamente passò, quando la professoressa si girò, il foglio degli esercizi con i compiti del giorno.
-Io ti adoro-
In fretta e furia iniziò a copiarli prima che la professoressa li raccogliesse.
-Dovresti farli a casa-
Alex stava per rispondere quando un’occhiataccia dalla prof la fece tacere.
Prese un foglietto e scrisse ciò che non ere possibile dire a voce.
Non ho avuto tempo. Odio il martedì.
Josh soffocò a stento una risata.
Il martedì era un giorno odioso, due ore di matematica, Alex non riusciva a sopportarlo. Se non fosse che era proprio il martedì che Josh la andava a trovare in biblioteca, avrebbe fatto a meno del Martedì!

Finita la lezione Alex stritolò Josh in un abbraccio liberatorio.
-Andiamo in biblioteca. Corri J corri!-
Josh dovette usare la forza per trattenerla e ricordarle che doveva mangiare.
-Ok, andiamo a mangiare-
Si limitarono ad un panino veloce per la strada, prima di correre in biblioteca.
La biblioteca.
La biblioteca della loro città, si spartiva su quattro piani. Era una vecchia casa abbandonata, e muovendo qualche filo si era riusciti a ristrutturarla e farla diventare una biblioteca.
I primi tre piani, erano tenuti in maniera impeccabile nonostante fossero un terzetto poco frequentato, il quarto era molto diverso.
Si trattava di una soffitta, la luce proveniva da una piccola finestrella nella parete destra verso la porta.
Era piena zeppa di libri, i libri nuovi che non avevano trovato posto negli scaffali era accatastati da un lato, i libri vecchi e rotti erano impilati in quello opposto.
Loro stavano in pace in mezzo al profumo di libri.
-Adesso che devi fare?-
Josh liberò una vecchia sedia dai libri e ci si sedette.
-Devo catalogare sistemare, e finirò di leggere qualche libro-
La faccia di Alex brillava quando entrava in quella soffitta.

Erano passate un paio d’ore da quando Alex aveva iniziato a sistemare e Josh aveva già frugato una parte della soffitta quando trovò  un paio di vecchie scarpe.
-Ehi guarda qui. Un paio di vecchie Converse-
Alzò in aria le scarpe per farle vedere ad Alex.  Dopo averle viste, crucciò la fronte perplessa.
-Provale, vediamo come ti stanno. Con una lavata dovrebbero tornare come nuove-
Tenendosi alla ragazza si sfilò le sue vecchie Converse e si infilò le nuove.
Non appena il tallone toccò il tacco della seconda scarpa, ci fu un rumore assordante e divenne tutto nero.

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Di Verde e Camminate
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Pepper Snixx Heat

5 libri da riscrivere se finisse il mondo e la letteratura mondiale venisse distrutta: -La saga di harry Potter -Se una notte d'inverno un viaggiatore -Il mago di Oz / Straga: cronache dal mondo di Oz in rivolta -La bibliografia completa di Stephen King -20 000 leghe sotto i mari
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3 Comments

  1. avatar Yslsl ha detto:

    Chissà quanto c’è di autobiografico … 🙂 ottima chiusura del capitolo, sul più bello !

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