Consigli contro i consigli altrui

Nel corso di questa rubrica mi è capitato spesso di stilare elenchi di consigli. Ho cercato di inserire di volta in volta tutti quegli aiuti che rischiavo di perdere nelle trattazioni degli argomenti singoli. Del resto, essendo questa una rubrica che si prefigge di aiutare gli aspiranti autori a creare la propria ambientazione, è naturale trovarvi un grande ammontare di consigli. Chi è alle prime armi ha sempre un estremo bisogno di soccorso, perciò cerca sostegno e materiale ovunque può.
La scrittura è però un mondo strano, poiché in questo campo tutti si sentono in diritto di dire la propria opinione. In altre arti questo fatto lo si avverte meno, poiché le difficoltà di creazione sono più evidenti. Ad esempio, pochi si permettono di consigliare un aspirante pittore (poiché non tutti si sentono esperti di pittura); oppure, per la stessa ragione, pochi si permettono di consigliare un aspirante musicista. Nella scrittura invece esiste la pervicace convinzione che chiunque, con un poco di impegno, sarebbe capace di buttare giù un racconto, perciò tutti credono di poter parlare al riguardo con discreta libertà. Dal momento che questa convinzione mi fa semplicemente accapponare la pelle, oggi ho deciso di lasciarvi una serie di consigli su “come riconoscere i consigli sbagliati”.

Se avete deciso di infilarvi nel campo della scrittura (fantasy o meno), vi ritroverete ben presto bombardati da un oceano di frasi provenienti da chi dell’argomento non ne sa nulla, ma crede di capirne molto perché sa lasciare la propria firma su un foglio. Chi è alle prime armi potrebbe lasciarsi coinvolgere da questi presunti consigli di presunti esperti, perciò il seguente elenco serve a salvarvi da simili idiozie.
Siete pronti?

1 – “Dovresti lasciar perdere il fantasy (o qualsiasi genere che preferisci scrivere) e dovresti buttarti invece sulla letteratura rosa di un tot di sfumature variabili (o un qualsiasi altro genere) perché vende molto di più.” Chi vi dà un simile consiglio non ha la benché minima idea di cosa sia la scrittura. Ritiene che cambiare genere sia semplice come cambiare canale. Non immagina invece quanto a fondo occorra conoscere un tipo di romanzo per provare a scriverne uno proprio. E soprattutto: scrivere pensando di arricchirsi è una follia. Vi auguro che possa capitarvi, vi auguro di diventare i nuovi Stephen King, ma le probabilità che ciò avvenga sono prossime allo zero. Trovatevi una ragione per scrivere che non sia il guadagno, altrimenti potete smettere anche subito.

2 – “Interessante la tua ambientazione, ma a parer mio dovresti inserirci anche una popolazione di aborigeni. Sì, perché devi sapere che gli aborigeni nella realtà sono…” e inizia una lunghissima spiegazione. Ovviamente al posto degli aborigeni possono consigliarvi qualsiasi altra cosa. Chi vi dà consigli così specifici giustificandoli con “nella realtà”, nel 99% dei casi vuole soltanto parlare di quell’argomento perché gli interessa, e della vostra ambientazione non gli importa un fico secco. Non ascoltatelo.

3 – “Scrivi fantasy? Bellissimo! Ma di che genere? Fantasy tipo Agatha Christie oppure tipo Dan Brown? Secondo me dovresti…” Date le premesse, è ovvio che qualsiasi tipo di consiglio possa darvi costui, sarà bene non ascoltarlo.

4 – “Perché non pubblichi il tuo libro con (casa editrice famosissima a caso)? È inutile che aspetti. Dovresti scrivere un…” Data la premessa, è evidente che la persona che vi sta parlando non ha idea di cosa sia il mondo editoriale e pensa che le grandi case editrici siano dei fruttivendoli in cui entra chiunque a qualsiasi ora. Non ascoltate nessun suo consiglio.

5 – “Dovresti scrivere in inglese. In Italia non combinerai mai niente: l’Italia è sull’orlo del baratro. I politici ecc…” Per quanto il consiglio non sia in fondo così pessimo, scrivere un intero romanzo in una lingua non propria è qualcosa di difficilissimo. Avere dieci a scuola in inglese non significa avere una padronanza tale della lingua da permetterti di scrivere un romanzo (nè di tradurlo!). Il libro migliore che potete scrivere sarà sempre nella vostra lingua madre (se però avete vissuto venti anni in Inghilterra, forse potreste cominciare a pensarci).

6 – “La tua ambientazione mi ricorda Harry Potter (o un qualsiasi romanzo fantasy o fantastico che ha avuto un enorme successo nella trasposizione al cinema). Dovresti…” Quando le conoscenze dell’altro si limitano all’opera cinematografica più famosa del genere, sarà meglio non ascoltare tutti i consigli che vi darà.

7 – “Scrivi libri? Fantastico! Scriviamone uno insieme! Sarà bellissimo lavorare insieme!” Se chi vi fa questa proposta è un super scrittore affermato, o un amico stretto di cui avete cieca fiducia, potete accettare.
Altrimenti scappate a gambe levate. Non voltatevi neanche! Scappate e basta!

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I periodi temporali (Se non ci sono più le mezze stagioni, toglietele)
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Ha scritto il suo primo libro all'età di otto anni (un'orribile copia di Jurassic Park) e da allora non ha più smesso di sprecare inchiostro, nel tentativo di emulare i suoi inarrivabili punti di riferimento. Collabora con alcuni siti di interesse letterario, oltre a questo blog. Ha affrontato i misteri dell'autopubblicazione, alcuni premi letterari e una piccola pubblicazione in cartaceo, ma continua a scrivere continuamente per raggiungere il suo vero obbiettivo: scrivere continuamente.
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2 Comments

  1. avatar Andrew Next ha detto:

    Vedo, al punto #7 una velata nota autobiografica ;-p

    Comunque, sul fatto di arricchirsi con la scrittura… non è impossibile nemmeno in Italia, ma occorre essere veramente bravi e non solo a scrivere.

    • avatar Andrea Micalone ha detto:

      In realtà tutte le frasi hanno un qualche riferimento reale e le ho sentite rivolte a me o ad altri. 🙂

      Per quanto riguarda l’arricchirsi con la scrittura, non è impossibile, ma occorrono una serie di fattori abbastanza complessi. Guadagnare con la sola scrittura è difficile, è però vero che molte persone che vivono grazie a questo mestiere, ci riescono lavorando in attività tangenti alla scrittura (giornalismo, case editrici, editing, corsi di scrittura, ecc.)

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