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Come riconoscere una storia che ci ha appassionati – Il significato della notte

Aidan“Non voglio farti del male, Eleonor. Non l’ho mai voluto, non riesci a capirlo? Tu mi darai questo figlio ed anche altri, governeremo insieme. Sarai la mia regina, io ti…”
Non potevo sopportare di sentire quella parola, non da lui. E poi, non ero lì per ascoltare le sue patetiche spiegazioni ma per cercare qualcosa che avevo sperato di ritrovare dove l’avevo vista l’ultima volta. Qualcosa che, abbandonata a terra in un eccesso di sicurezza, era ancora lì e, luccicando, mi forniva la risposta che cercavo. Inizio e fine, principio e conclusione, lì e adesso.

Il significato della notte, ultima puntata, Maeve McKennith

Alcuni di voi, i lettori che ci sono stati sin dal principio di Le Lande Incantate, conoscono bene questa storia e vi hanno aggiunto la loro fantasia mentre Maeve tesseva con il suo filo.
Parliamo di una delle prime storie a puntate del nostro blog, già conclusa, Il significato della notte, narrato da tre protagonisti diversi, che fanno parte l’uno dell’altro a tal punto da non poter fare a meno di iniziare e finire insieme l’avventura in cui si sono ritrovati a far parte.
Un’avventura che metterà alla prova tutti: quanto sono disposti a dare per restare liberi?

Eleonor - Il significato della notte | Lande IncantateEleonor

Eleonor è una ragazza molto bella, sia in apparenza che in carattere, se chiedete la mia opinione, è affascinata dalle arti del combattimento e ha una visuale del mondo molto leggera. Non programma cose realizzabili, neppure vaghe – vuole vivere le sue giornate e restare sempre se stessa.
Non sa però che la vita della sua famiglia è da sempre in bilico – come nascondersi davanti al possente Fallon, cui sono debitori di un sacrificio mai offerto? E come offrirgli in sacrificio proprio il premuroso fratellone Fearghal?

La sua vita tranquilla e protetta si capovolge prima ancora che lei diventi la persona attorno alla quale ruoterà l’intera storia. Avviene quando scivola nel fiume e l’Acqua, Daith, innamorato di lei, la salva riportandola a riva.
È per questo piccolo grande gesto di amore che cambia tutto: Fallon, il Fuoco, decide di ottenere la sua vendetta per il sacrificio che il padre di lei gli ha negato usando proprio la nostra vivace Eleonor. E non solo otterrà così la vendetta: realizzerà un piano più grande, spaventoso, che include l’annientamento di Daith.

Quello che non sa Fallon è che, oltre ad avere tre uomini (Fearghal, il padre e includo Daith) che sono disposti a tutto per salvarla, Eleonor non si lascerà usare, perché lei è uno spirito libero.
Eleonor non vuole collaborare, non vuole restare una rotella nel marchingegno di Fallon, il suo desiderio è la libertà che aveva prima, ma comprende di non poter raggiungere di nuovo.

Hai ragione, in un certo senso la morte è l’estrema libertà. Ma io con “Il significato della notte” volevo anche intendere che in ognuno di noi c’è un lato oscuro, che qualcuno usa per uccidere ed esserne dissetato ma che altri usano come “Extrema ratio” della propria vita. Infatti, Eleonor sacrifica se stessa per il bene più alto, ossia l’armonia tra uomini e natura.
Il messaggio che volevo dare era quello di tornare a considerare la terra come nostra madre, recuperare quel contatto con la natura che abbiamo perso. Ascoltare, amare, proteggere ciò che respiriamo in un alito di vento, o assaporiamo guardando un fiore, o accarezziamo nel manto di un animale. Tornare alle origini, insomma, tra le braccia di quella Madre primigenia che aspetta solo di riabbracciarci.

Parlando del racconto a puntate, Maeve McKennith

Ma in quale sottogenere ti colloco?

Parlando con Maeve McKennith

Dito Potter - Lande IncantateScrivere questo articolo mi appassiona a tal punto che esito fino all’ulti
mo minuto, non perché ho paura di quello che posso scatenare scrivendo, ma perché esigo la perfezione da me stessa e come avrete dolorosamente appreso da voi, la perfezione non sta nel DNA umano.
La prima reazione di Maeve è stata stupore dalla mia richiesta di collaborare per questo articolo, poi abbiamo iniziato a elaborare i quattro caratteri più importanti della storia: Eleonor, Fearghal, Daith e Fallon – che io, per sua disperazione, ho ostinatamente continuato a chiamarlo Jasper perché fui io a proporre il nome e lei scrisse la puntata con Jasper proprio per il mio compleanno.

Scherzi a parte, chi meglio dell’autrice può spiegarci le parole che ha scritto?

Nell’analizzare il mio racconto devi tenere presente che, non avendo letto molto fantasy, per scriverlo mi sono appoggiata alle mie conoscenze della cultura celtica. Inevitabilmente, quindi, le forze della natura nella forma dei quattro elementi fondamentali dovevano entrare nel racconto, esserne le protagoniste. Ed infatti qui gli esseri umani sono semplici strumenti tramite i quali esse ottengono ciò che vogliono: Daith l’amore, impossibile per lui che è eterno e semplice spirito; Fallon (o Jasper, come vuoi) il potere di governare e la vendetta per il torto subito dal padre di Eleonor.
Le altre forze, entrate loro malgrado nella disputa, aiutano gli esseri umani ma solo per uno scopo superiore, ossia quello di mantenere equilibrio tra gli elementi.

Parlando dei personaggi, Maeve McKennith

E così ci ritroviamo a chiederci, a scopo della ricerca della “regione” cui collocare Il significato della notte, dopo aver ampiamente parlato di Eleonor, che genere di cattivone abbiamo affrontato al suo fianco:

JasperSecondo te, Jasper è cattivo solo perché vuole essere cattivo oppure c’è una storia, dietro a lui, che lo ha spinto ad esserlo/diventarlo?

Fallon (o Jasper) è cattivo perché è impaurito dal fatto che gli esseri umani abbiano perso il senso del sacro nella natura e si sentano talmente al di sopra degli spiriti da pensare di poterne fare a meno, e lo dice anche. Ma alla fine, Eleonor gli dimostra, con il suo sacrificio, che è proprio così, che sono disposti a morire pur di essere liberi. Eleonor non solo non vuole sottomettersi al destino di procreare figli di uno spirito crudele, ma soprattutto non vuole sentirsi complice di una guerra tra gli elementi (aria, acqua, fuoco, terra) che avrebbe sconvolto il mondo intero.

Insomma, Jasper non ci ricorda quindi il fantasy orientale, nel quale i nemici in realtà non si sentono parte del mondo che cambia e conseguentemente cercano di diventare padroni del loro nuovo mondo?

Come ben sapete, oltre alla protagonista e alle loro controparti, dobbiamo valutare anche i loro amici.

L’istinto protettore di Fearghal e Daith nei confronti di Eleonor, che comunque sa quello che vuole e riesce a scroccare qualche lezione con Aidan dal fratello maggiore, ci farebbe pensare al High Fantasy, in cui i coprotagonisti cercano sempre in qualche modo di semplificare la missione al protagonista, che ci credano o no che egli – nel nostro caso ella – sia capace di cavarsela da solo. Pardon, da sola.

Rivalutando il ruolo di Fearghal, lui la sua missione l’aveva segnata sin dalla nascita, non è una profezia espressa, ma certamente l’avventura inizia già il giorno in cui viene al mondo e sopravvive, al posto di essere sacrificato a Fallon. Da allora, senza saperlo per lungo tempo, ha una missione: continuare a vivere e a difendersi fino alla vecchiaia, a dimostrazione che gli umani sono liberi dagli obblighi della sacra natura; oppure morire, dato che avrebbe già dovuto essere sacrificato alla stessa. Questo per me indicherebbe che Fearghal è più un personaggio da Heroic Fantasy.

Per quanto riguarda Fearghal, volevo che in realtà sembrasse un sempliciotto votato semplicemente ad aiutare la sorella. Lui voleva sposarsi giovane ed avere figli, ma suo malgrado viene trascinato in una “guerra” iniziata molto tempo prima dal padre. Ritorna il motivo che gli esseri umani sono semplici pedine nelle mani della natura.

E allora niente più Heoric? Non saprei…

Il cerchio della vita 1Una domandina sull’interpretazione delle parole di Daith:
Non so dire neanche questo, il tempo non ha molto senso per me. Ma ho sempre ammirato questa splendida facoltà umana, colma di fascino e alla quale viene dato il nome di “immaginazione”, in grado di collegare l’invisibile al visibile cogliendo l’armonia di entrambi gli spazi e dando vita a parole che, seppur terrene, superano qualsiasi distanza.

Daith, Il significato della notte, Maeve McKennith

Vuoi dire che le parole sono un mezzo per collegare la fantasia alla realtà e rendono quell’unione indissolubile? – È per caso già un presagio dell’amore che unisce lui a Eleonor?

Daith è puro spirito, non conosce cosa sia l’amore (infatti ad un certo punto dice: “Il primo contatto, epidermide di pesca contro un freddo mantello fluido, emozione che quasi si solidifica. È questo l’amore?”). In qualche modo, ammira gli uomini per la loro capacità di immaginare, pregare, amare. Si riscalda, in qualche modo, alle loro emozioni. E quello che dici è vero: le parole sono il tramite, tra i due mondi separati eppur contigui che sono il reale e l’immaginario, ma anche il visibile e l’invisibile. Che anche se non propriamente manifesto è comunque reale. Ma lui conosce solo superficialmente gli uomini, toccherà ad Eleonor portarlo nel loro mondo, quello dei sentimenti duraturi. Tanto che lui dice ancora: “Ho avuto la sua vita, per un attimo. Lei avrà la mia per sempre” E infatti, come per lui che è spirito al di là del tempo, nemmeno per l’amore il tempo ha un senso. Un minuto come un secolo.

Insomma, Daith non può che essere un perfetto esempio di Heroic Fantasy – all’inizio si allontana dal fiume con un corpo umano per ritrovare l’amata Eleonor, ritrovandosi, apparentemente, a dover combattere un nemico di tempi remoti. E non si tira indietro, nonostante sembri che Jasper (Fallon) lo tenga in pugno, è disposto a perdere qualsiasi cosa per fermare lo scompiglio che altrimenti scatenerebbe il regime del terrore di Jasper.

Tutto sommato, abbiamo trovato, fra i personaggi e l’ambiente ben descritto, il nostro beneamato High Fantasy, qualche traccia di Heroic Fantasy e anche il fantasy orientale.

Voglio aggiungere la mia osservazione sull’elemento fantastico di questa storia, esclusivamente riservata a due degli elementi, Acqua e Fuoco, quindi Daith e Jasper. Non essendoci alcun altro genere di magia nel corso della storia, proporrei, però con cautela, di prendere in considerazione il Low Fantasy. Seconda ragione che mi suggerisce il Low Fantasy è anche il fatto che c’è un intrigo: prima il padre che sfugge a Fallon con moglie e figlio in fasce, insegna a Fearghal nel segreto a difendersi. Poi c’è Daith, che a sua volta sembra essersi fatto nemico da molto tempo il caro Jasper/Fallon. Infine Fallon stesso, che prima progettava la vendetta prendendosi la vita di Fearghal che gli era stata negata, invece cambia tutti i suoi piani quando scopre dell’esistenza di Eleonor e decide di ottenere vendetta, potere e vittoria in un colpo solo, ma con due colpi di Aidan, Eleonor gli toglie nel medesimo istante.

Perché alla fine persino la perfezione pecca – pecca perché non conosce l’animo dei peccatori.

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Bizzarro Fiction
Riassunto: Med-Fantasy, Bangsian Fantasy, New Weird e Bizzarro Fiction
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SaraIE

Passa il tempo libero fra libri, carte e penna, suona in una piccola orchestra e ama tenersi impegnata giorno e notte. Studentessa sognatrice, 18enne, vive in Svizzera con la sua famiglia, le piace interpretare le voci quando legge e non ha mai abbandonato le storie di fantasia, anzi, semmai si è irrevocabilmente persa fra i boschi degli elfi, le caverne dei nani, i cieli delle fate e gli abissi delle sirene. Ma, secondo la sua filosofia, prima di fare ordine ci deve essere il caos e prima del sapersi orientare non si può fare a meno di perdersi. Non preoccupatevi se vi sembra strano quello che scrive... Proseguite che alla fine vi ritroverete 😉
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