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Capitolo 30.2 – Orchidea

Sottofondo musicale
Vedo la vecchia megera un attimo in difficoltà a piegarsi davanti a un comodino. Esito se aiutarla o meno, poi Peter parla: “Orchidea, volevamo chiederti come aiutare Wendy a non mangiare troppa fantasia e paura. Qui ce l’ha dappertutto, basta che si abitua”, argomenta Peter.
“Non è che solo perché è una femmina per lei valgono altre regole”, obietta Orchidea e scuote la testa, irritata. Serve del tè in una caraffa e la poggia lentamente al centro del tavolo: “Mentre stai sotto il mio tetto vedi bene di non aprire la bocca per dire un’altra delle tue stupidaggini”
“Nessuno è più brillante di me!”, si difende il mio amico, con le braccia incrociate. Orchidea è riuscita a colpirlo nel suo orgoglio.
Io gli sorrido: “Non darle retta, io lo so che sei unico” – Questo non significa che a volte racconti proprio balle, penso, ricordandomi le serate a cena passate con lui e i Bimbi Sperduti, mentre lui racconta una storia più improbabile dell’altra in continuazione.
Orchidea sorride sotto i baffi: “Sei sempre libero di pensarla come me”
Inarco un sopracciglio. Riassumiamo: Orchidea parla senza aprire bocca e legge nel pensiero? Penso che questo dovrei ricordarmelo, lentamente.
“Bando alle tue ciance”, s’immischia di nuovo Peter; “Sai perché siamo qui, ti sbrighi a rispondere?”
“Prima il tè, buffone”, lo rimbotta di nuovo lei; “Ogni cosa ha il suo tempo. Sul tuo lato dell’Isola si corre e si vola, sul mio vedi di attenerti alle mie regole”
“Abbiamo stabilito territori?”, chiedo sorpreso.
Peter scrolla le spalle, mentre io mi avvicino a lui che risponde: “Più o meno. Mi occupo di tutta l’Isola, in realtà”, ci tiene a precisare con orgoglio; “Ma non posso essere dappertutto allo stesso tempo”, argomenta in modo stranamente logico; “E a te far attraversare ai Bimbi Sperduti tutti i giorni la Palude del Coccodrillo non è mai piaciuto, quindi su questo lato dell’Isola ci siamo solo io, la vecchia megera e quando capita il Cacciatore Nero”
“Il Cacciatore Nero?”, ripeto e guardo la donna; “Non è la prima volta che lo sento nominare”
“Inutile stargli dietro, quell’uomo è l’essere umano più testardo ch’io conosca”, sostiene lei, servendo il tè nelle tazzine più piccole e strampalate che io abbia mai visto. Non ci sono manici. “Va e viene dall’Isola come gli pare”
Peter scuote la testa: “Si nasconde bene, ma non può lasciare l’Isola”, osserva.
Orchidea inclina il viso e sorride come se volesse sfidarlo: “Come fai a sapere di aver chiuso davvero tutti i passaggi fra l’Isola e la Terra?”
Io ho chiuso tutti i passaggi che esistevano”, insiste Peter; “Non ce ne sono altri e quelli vecchi nessuno li ha riaperti”
“Tu credi?”, Orchidea scuote la testa; “Dammi retta, sbruffone, da quando sei qui ci sono stati sei passaggi. Tre li hai chiusi, ma ne sono nati altri tre e comunque la giri, tre saranno per sempre”, afferma lei; “Proprio come cantano le sirene”
“Non può essere!”, Peter è furioso.
“Sfida tu la verità”, lo riprende lei, piantando le mani nei fianchi e si mette a canticchiare con voce rauca.
Tre portali apriamo alla Terra,
perché l’umano con i suoi piedi erra,
perché voli con la sua mente
e afferri le onde lente.
La fiducia più profonda
cavalcherà della tempesta l’onda.
La speranza che mai cede,
nel ritorno del sole sempre crede.
Se entrambe tremeranno,
alla polvere torneranno.

D’un tratto io e Peter ci guardiamo. Nei suoi occhi leggo la stessa cosa che sto pensando io.
“Wendy?”, mi chiedo io. Ha fiducia in Peter, in me, nei suoi fratelli, in quell’uomo al teatro… Wendy è mangiatore e portale? Questo di certo spiega com’è scomparsa.
“Ovviamente”, osserva la donna, mentre sorseggia il suo tè. Mi invita con un cenno a fare altrettanto.
Io prendo la tazzina con cautela, per non scottarmi, poi però non inizio a bere e fisso il fondo della tazzina attraverso la bevanda trasparente: “Come ha fatto ad aprire il passaggio senza portarsi dietro i pirati?”
“Se non lo sai tu”, obietta lei facendo spallucce e senza scostare gli occhi dalla sua tazzina.
Scuoto la testa. Qualsiasi cosa stia succedendo, l’abbiamo messa in moto e la fermeremo. Wendy, Peter ed io.
Peter si morde il labbro e poi parla con voce profonda: “Dove sono i portali?”
Forse li vuole distruggere per proteggere l’Isola, ragiono io; “Le sirene quindi sanno dove sono i portali? Puoi portarci da una sirena che ci aiuti?” – Visto che sai tutto su tutti in tutti i tempi dell’Isola…, aggiungo con il pensiero.
“No”, risponde lei; “Oggi devo fare altro”

“Possibile che gli adulti devono, devono e devono solo?”, sbotta Peter, alzando le braccia per un momento; “Siete terribili da ascoltare, voi grandi!”
“Crescere significa prendere delle responsabilità”, gli sorrido divertito; “In un certo senso anche tu sei grande, visto che devi proteggere l’Isola”, gli sottolineo.
“Io non devo un bel niente per nessuno”, ribadisce lui piccato; “Sennò avrei già dovuto ucciderti”
Orchidea - L'ombra e la tempesta - Lande Incantate“Quanto siamo educati”, Orchidea ruota gli occhi; “Non so proprio chi di voi due è il più improbabile ospite di tutto il secolo”
“Ovviamente io”, dichiara Peter, di nuovo a mezz’aria con le gambe incrociate; “Non c’è nessuno come me!”
“No, di certo non più”, sospira la donna e finisce di bere, mi guarda incerta; “Qualcosa non va nel tuo tè?”, lancia uno sguardo velenoso a Peter; “Non mi aspetto che tu gradisca l’arte”
“No, tutto a posto”, mi affretto a rispondere e sorseggio. Anche se non mi piace per niente. “Ero un po’ preso dai miei pensieri”, aggiungo. In fin dei conti mi chiedo ancora, davvero, come fa Wendy a essere portale e mangiatore. In teoria dovrebbe essersi uccisa da sola dal giorno in cui ha perso l’ultimo briciolo di polvere di fata suo.
“Per tutti i Sette Mari, figliolo, credevo che fossi intelligente”, mi rimbecca lei.
Peter prende curiosamente le mie difese: “Ehi, vale dieci Bimbi Sperduti!”
Rimango sorpreso dalla cosa. Forse non ha ancora riavuto tutta la fantasia che Wendy gli ha mangiato, per questo ha mostrato qualcosa di simile a un sentimento per me.
“Te incluso, ovviamente”, annuisce la donna intanto.
Peter inclina la testa: “Cosa significa?”
“Lascia perdere, parole da adulta”, lo disinteresso dell’ennesima frecciata e rifletto un attimo su quello che ci siamo detti. Ora capisco: “Il Cacciatore Nero, lui sa trovare un passaggio per trovare Wendy?”
“Esatto”, lei annuisce soddisfatta e guarda Peter; “Sì, avevi ragione, è un po’ arrugginito, ma è intelligente”
Peter si gonfia d’orgoglio: “Io ho sempre ragione”
Ruoto con gli occhi divertito, ripetendomi le parole della vecchia: Sì, sono sempre libero di pensarla diversamente.

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Capitolo 30.1 - Orchidea
Capitolo 31 - Le Leggi dell'Isola
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SaraIE

Passa il tempo libero fra libri, carte e penna, suona in una piccola orchestra e ama tenersi impegnata giorno e notte. Studentessa sognatrice, 18enne, vive in Svizzera con la sua famiglia, le piace interpretare le voci quando legge e non ha mai abbandonato le storie di fantasia, anzi, semmai si è irrevocabilmente persa fra i boschi degli elfi, le caverne dei nani, i cieli delle fate e gli abissi delle sirene. Ma, secondo la sua filosofia, prima di fare ordine ci deve essere il caos e prima del sapersi orientare non si può fare a meno di perdersi. Non preoccupatevi se vi sembra strano quello che scrive... Proseguite che alla fine vi ritroverete 😉
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