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Capitolo 10 – Il generale corrotto

Mentre Helen e Malthas si trovavano in hotel per sistemarsi e cercare indizi, lo scontro tra Jeremy e Mark entrava nel vivo.
Mark non voleva sentire ragioni e quando oramai Jeremy stava quasi per finire soffocato i suoi occhi si accesero di un blu inteso, Ishmael stava per intervenire, dopo pochi secondi passati a cercare di capire cosa succedesse Ishmael tentò di liberarsi colpendo il Generale alla gamba nel tentativo di liberarsi ma purtroppo il colpo non bastò a sbilanciare il militare, quando ad un tratto la mente dell’angelo si riempì con un flash, Ishmael non ricordava nulla del suo passato e aveva scoperto la sua vera natura dalle parole di Malthas e dai ricordi di Jeremy che guardava il computer alla ricerca di una spiegazione ai suoi sogni, ma per la prima volta stava ricordando qualcosa che lo riguardava direttamente.
Azra’il, la creatura vista tempo prima nel sogno quando tutto era cominciato, stava addestrando lui e altre creature come lui e Ishmael ricordò una sola frase.
«Soldati, ricordate che il mondo umano oramai è corrotto, è la dimora perfetta per i nostri malvagi fratellastri, sono in grado come noi di prendere ogni forma quindi attenti, quello che si vede fuori non è quello che potrebbe essere davvero.»
Ishmael si destò dal ricordo, quelle parole gli permisero di avvertire qualcosa si nuovo in Mark, una strana energia.
Quando oramai sentiva le ossa rompersi e la stretta era diventata sovraumana l’angelo pensò che la fine era oramai vicina. Era consapevole di non avere abbastanza potere per prendere un altro corpo adatto e probabilmente lui e Jeremy sarebbero morti assieme da li a poco, il suo braccio sinistro si ricoprì di strani segni, delle scritte in un antico linguaggio che cominciarono a brillare di luce propria più del sole assieme ad una serie di dodici croci sparse lungo tutto il braccio.
Ishmael che stava tenendo entrambe le mani vicino al collo tentando di allentare la presa che lo stava strangolando, decise istintivamente di lasciare la mano sinistra e appoggiarla lungo il corpo di Mark toccandogli la gamba sinistra, in un istante Mark si sentì male, alzò di scatto la testa volgendola al soffitto, entrambi gli occhi si fecero completamente neri, la bocca si spalancò di scatto e tra i rantoli di dolore ne uscì un denso fumo nero che entrò ne braccio di Ishmael attraverso una delle croci e Mark crollò a terra svenuto, era stato purificato.
Ishmael avvertì il braccio sinistro bruciare e cosi osservandolo si accorse che le scritte e le croci erano diventate nere come normalissimi tatuaggi, ma la prima delle dodici croci, quella più vicina alla mano si era arrossata come se fosse stata marchiata a fuoco e si era rovesciata.
Dopo qualche minuto i dolori terminarono così Ishmael si sedette sulla carrozzina di Jeremy, si rilassò e lasciò che la coscienza del militare tornasse al proprio posto.
Risvegliandosi, Jeremy vide Mark a terra e non capì cosa era successo ma quasi subito ebbe la visione dell’accaduto, Ishmael lo aveva messo in contatto con i ricordi di qualche attimo prima, provenienti dalla sua coscienza.

Dopo un paio d’ore, il generale si risvegliò, trovandosi a terra spaesato e sorpreso.
«Jeremy, cosa ci fai qui, come sei entrato.»
Da quelle parole Jeremy capì subito che fin da quando aveva messo piede in quella casa, il suo generale non era già più in sé.
Sapeva che era estremamente pericoloso raccontare tutta la verità all’amico, avrebbe potuto prendere per pazzo il commilitone o impazzire lui stesso ma qualcosa gli diceva che doveva rischiare e raccontare tutto, compreso il motivo per il quale era li e Ishmael pur avvertendo le intenzioni di Jeremy sembrava non voler far nulla come se condividesse la sensazione di fiducia che spingeva il suo “coinquilino” a rivelare tutto.

Jeremy si passò le mani sul viso per prepararsi psicologicamente e iniziò a parlare con il generale, per la prima volta mettendolo a suo pari da amico.
«Mark, siediti per favore quello che sto per dirti può sembrarti assurdo ma ne abbiamo passate troppe assieme e non me la sento di mentirti, amico.»
«Jeremy che stai dicendo, cosa c’è di cosi grave da poter pensare che non possa capirti, sai quante ne abbiamo passate tante insieme, calmati e dimmi cosa succede.»
«Vedi Mark pochi giorni fa io ti chiamai per chiederti ospitalità, tu hai accettato ma poco fa al mio arrivo mi hai aggredito pensando che non fossi io, così mi sono dovuto difendere»
«Ma come è possibile Jeremy, io non ti farei mai del male.»
Jeremy stese il braccio destro
«Ma soprattutto tu sei in quelle condizioni come è possibile che io non ti abbia ucciso.»
Jeremy indicò un punto nel terreno dove era caduto il coltello di Mark durante lo scontro.
Mark, pur non capendo cosa era accaduto, capì che l’amico stava dicendo la verità.
«Ti domandi come tutto questo sia possibile vero? Vedi, da una settimana a questa parte hanno cominciato ad accadermi cose strane, cose troppo strane da credere anche per me ma poi pur essendo scettico mi sono rivolto ad una medium.»
Mark si mise a ridere fragorosamente, «HAHAHAHAHAH, una medium, ma sei impazzito Jeremy? Sai bene che sono tutte ciarlatane.»
«Cosi credevo anche io vecchio mio, fino a che non ho scoperto l’origine dei fatti»
«Sentiamo quali ragioni avrebbe esposto questa donna?»
«Lo spirito di un angelo anticamente rinnegato dal paradiso si è reincarnato in me, ma la cosa più sorprendente è che ho avuto prova di ciò.»
così dicendo Jeremy chiude gli occhi si concentrò nel tentativo di richiamare l’angelo, sembrava quasi che questa volta le due anime riuscissero a comunicare tra loro.
Il giovane militare spalancò gli occhi che si accesero di un azzurro fosforescente, e con un piccolo sforzo si alzò dalla sedia a rotelle, e si avvicinò a Mark.
Il generale era sconvolto da quello che vedeva, cosi spalancò gli occhi e le gambe si mossero quasi da sole per fuggire, fece 2 piccoli passi indietro, solo il muro alle sue spalle lo fermò,
l’angelo tornò dormiente lasciando che Jeremy riprendesse coscienza, ma per la prima volta Jeremy era cosciente dell’accaduto come se le due entità fossero entrate in simbiosi per un attimo.
Jeremy cadde a terra.
«Vedi Mark, io non sono ancora in grado di camminare ma quello che hai visto è l’angelo, grazie alla sua presenza i danni della guerra si stanno lentamente curando ma senza il suo “aiuto” non sono ancora in grado di stare in piedi.»
«Penso che poco fa anche tu Mark sia stato posseduto da qualcuno, in questo caso però chi ti controllava non era un angelo ma un demone, per questo mi hai aggredito e io grazie a chi hai visto prima ti ho in qualche modo liberato, non so ancora bene come questi poteri funzionino, ho ancora parecchi vuoti su quello che mi accade quando l’angelo è presente come se avessimo due memorie distinte ma so che funzionano e ho saputo questo e altro grazie all’anziana di cui parlavo poco fa.»
Mark rimase sconvolto da quelle parole.
«Jeremy, c’è altro?»
A quella domanda Jeremy decise che era giunto il momento di raccontare davvero tutto così Mark afferrò la sedia a rotelle di Jeremy aiutandolo a salire.
I due si accomodarono in salotto e Mark si sedette sul divano, Jeremy iniziò a raccontare tutto quello che aveva appreso da Helen o Malthas, le ore passarono e si fece sera quando il soldato finì il racconto. Il generale era sconvolto ma dopo quello che aveva visto ben poco lo sorprendeva.
Fu cosi che Jeremy propose a Mark di accompagnarlo in questa rischiosa avventura, senza rispondere Mark corse verso il ripostiglio, tirò fuori una vecchia cassa enorme, era piena di armi, il generale afferrò tutto quello che poteva e lo mise in due grandi zaini.
Seppur estremamente impaurito da quello che poteva accadere Mark si avvicinò a Jeremy.
«Sarà un onore combattere al tuo fianco come una volta Jeremy.»
Il generale aiutò di nuovo Jeremy a scendere le scale e risalì a prendere gli zaini, un sudore intriso di paura iniziò a scendere lungo il suo viso ma con il peso in spalla il generale Normet si fece coraggio e afferrò le chiavi del suo grosso Hammer nero e spinse Jeremy aiutandolo di corsa a uscire.
Jeremy chiamò Helen e Malthas, che nel frattempo erano rimasti in hotel a cercare più informazioni possibili su quella donna, per avvertirli del loro arrivo.

Malthas osservo Helen ad occhi sgranati dopo aver saputo che Jeremy portava un altro umano, non era un prescelto, quali rischi avrebbero corso portandoselo dietro? Si potevano fidare?

L’avventura continuava e Jeremy riusciva solo a pensare a quello che era accaduto, per la prima volta aveva affrontato il vero male per salvare un amico ed era quasi riuscito a convivere davvero con l’angelo dentro di lui.

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Capitolo 9 - Il generale, l’amico
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Vampirotto

Vampirotto ha 26 anni da oramai 200, con una passione per le tecnologie ludiche umane, il mondo fantasy cinematografico e gli anime giapponesi, (in particolare Naruto). La sua sete implacabile di conoscenza videoludica è pari alla sete di sangue. Collezionista e appassionato di scacchi e di carte da gioco.
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