Il bestiario del vostro fantasy

In passato abbiamo già affrontato il discorso delle “razze” nel fantasy, ma in quell’occasione ci siamo soffermati maggiormente sulle creature coscienti, quelle che possono assumere il ruolo di personaggio all’interno della vostra ambientazione. Oggi invece andiamo a vedere il “bestiario”, cioè come e quali bestie inserire. Per bestie intendo naturalmente mostri, potenziali avversari o alleati, ma non esseri senzienti.

Appare da subito evidente come tutti i fantasy abbiano inserito nei propri mondi moltissime creature mitologiche. Partendo dal più classico dei draghi, sino ad arrivare a unicorni, fate, serpenti piumati e kraken, la letteratura fantastica ha fatto proprie tutte le creature più o meno immaginarie. Per ovvie ragioni, i mostri dei bestiari medievali sono quelli che hanno avuto maggior successo nel fantasy classico.
Nel tentativo di inserire nuovi animali e rendere così più particolari le ambientazioni, negli ultimi anni si sono visti anche molti fantasy che hanno fatto un largo uso di creature reali ma preistoriche, e dunque c’è stata una netta impennata di mammut e dinosauri. Questa scelta, innovativa sino a qualche anno fa, ormai comincia a rientrare nei cliché classici del genere.

E ora arriviamo noi che vogliamo costruire la nostra ambientazione e ci domandiamo quali mostri far incontrare ai nostri personaggi. Vorremmo essere innovativi e geniali, ma cominciando a guardarci intorno scopriamo che pressoché ogni strada è stata già battuta. Come fare?
Le possibilità sono due.

La scelta più naturale è di riutilizzare creature mitologiche. Mentre nell’ambito delle razze senzienti (quelle dei protagonisti, per intenderci) si avverte subito un sapore di stantio quando spuntano fuori i soliti nani e i soliti elfi, nel campo dei mostri invece questa percezione in fondo la si ha soltanto con i draghi (e i draghi alla fine piacciono a tutti). Se nel vostro fantasy inserite ragni giganti, kraken o dinosauri, in effetti non inventate nulla di nuovo, ma non state necessariamente commettendo una noiosa ripetizione. Alla fine quello che conta è l’avventura e il modo in cui i protagonisti sfuggiranno ai bestioni, perciò se appare un calamaro gigante e i vostri personaggi fuggono dentro una miniera buia, siete stati decisamente banali; mentre se appare un calamaro gigante e i vostri personaggi lo affrontano a colpi di catapulta, forse può uscirne qualcosa di interessante (dipende da come scrivete). In ogni caso, banale o meno, la colpa non è del povero calamaro che fa soltanto il suo lavoro sottopagato di mostro cattivo.

La seconda strada che si può intraprendere e quella dell’invenzione: creare mostri mai visti prima. Questo può essere molto divertente, poiché qui non c’è limite alla fantasia. Un sicuro consiglio che posso darvi è però quello di non abbondare in dettagli. In quanto l’apparizione di una creatura sottintende (di solito) un momento d’azione, partire con una descrizione scientifica lunga otto pagine farà addormentare il lettore. L’importante è dare le giuste informazioni, affinché il mostro sia definito con chiarezza e abbia un suo senso. Ad esempio: un leone con la testa di gorilla può già essere un buon inizio.
Invece abbondare con i miscugli rischia di trasformare il vostro mostro in una ridicola accozzaglia di parti che non spaventerebbe nessuno. Ad esempio: un dinosauro con le piante al posto delle mani, la coda da balena, il corpo da insetto, la testa da squalo e gli occhi da mosca… il lettore capirà subito che avete aperto a caso l’enciclopedia e unito gli animali che sono usciti.

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Ha scritto il suo primo libro all'età di otto anni (un'orribile copia di Jurassic Park) e da allora non ha più smesso di sprecare inchiostro, nel tentativo di emulare i suoi inarrivabili punti di riferimento. Collabora con alcuni siti di interesse letterario, oltre a questo blog. Ha affrontato i misteri dell'autopubblicazione, alcuni premi letterari e una piccola pubblicazione in cartaceo, ma continua a scrivere continuamente per raggiungere il suo vero obbiettivo: scrivere continuamente.
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1 Comment

  1. avatar Andrew Next ha detto:

    Ma perché? Nani, elfi, orchi & C. fanno parte dell’immaginario collettivo, esattamente come i draghi. Il cliché scatta nel momento in cui non si aggiunge nulla di nuovo. Insomma Legolas lo sborone mi ha un po’ annoiato. Preferisco domandarmi perché ci son tanti mezzi elfi e così pochi mezzi nani.
    Viceversa quando si crea qualcosa di nuovo… va pensata bene. Quanto mangia e cosa (o chi), chi se la mangia? Come si riproduce? In quale habitat? Tutte domande cui rispondere prima di dar sfogo alla fantasia.

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