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Azazel di Youssef Ziedan

Mio Dio, sono solo una penna gettata al vento, stretta da dita deboli per essere immersa nel calamaio e riportare sul foglio tutto Azazel - Lande Incantatequello che mi è successo, tutto quello che a causa di quel ribelle ostinato di Azazel è accaduto e accade fra me, il tuo fragile servo, e Marta. Pietà, pietà, pietà. […]

Potrei parlare dei peccati e dei tormenti che io e la bella Marta abbiamo vissuto, opera dell’astuto e maledetto Azazel, o raccontare dell’abate di questo monastero dove dimoro senza trovare pace.

Ipa, il monaco

Azazel (Azazeel) è un romanzo dello scrittore egiziano Youssef Ziedan, vincitore del Premio Internazionale per il miglior romanzo in lingua araba nel 2009.

TRAMA

Ipa, un monaco medico egiziano che vive nel V secolo, narra in un manoscritto dedicato ai posteri, la propria vita. Figlio di un pagano convertitosi al cristianesimo, vive per un certo tempo ad Alessandria, dove assiste alle lezioni della filosofa neoplatonica Ipazia ed è testimone del suo assassinio per mano di alcuni fanatici cristiani. Lasciata Alessandria, l’inquieto monaco si trasferisce a Gerusalemme, dove conosce il vescovo Nestorio del quale diventa amico. La Chiesa in quegli anni è attraversata da grandi controversie teologiche, dilaniata da contese. Ipa assiste alla sorte di Nestorio il quale, divenuto vescovo di Costantinopoli, si contrappone a Cirillo d’Alessandria perché non crede all’unione della natura umana e divina di Gesù, e alla natura divina della maternità di Maria, che sarà invece ribadita dal concilio di Efeso, convocato dall’imperatore Teodosio II nel 431. Dopo le scomuniche vicendevoli tra i sostenitori di Cirillo e quelli di Nestorio, il concilio si concluderà con la conferma della condanna del vescovo di Costantinopoli grazie al voto dei delegati occidentali. Ipa, attraversato da dubbi di fede, e attratto dai piaceri della carne, finisce con l’ammalarsi di una strana febbre che gli comporta deliri e visioni inquietanti, ed è proprio con un lungo dialogo con il demone Azazel che il romanzo si chiude.

Azazel, è un  romanzo storico-teologico (Azazel è uno dei nomi del diavolo che interloquisce con il protagonista). Uno dei punti focali del libro è  il ripercorrere la storia dell’ortodossia e dell’eterodossia dei primi secoli del cristianesimo con varie domande che accompagnano la lettura: nasce prima l’ortodossia o prima l’eresia? Chi stabilisce che una dottrina è eretica?

Azazel omologo de Il Nome della Rosa

È ritenuto l’equivalente arabo de Il Nome della Rosa di Umberto Eco, è un  affascinante racconto delle peripezie umane, sentimentali e religiose di un monaco, sullo sfondo degli appassionanti conflitti dottrinali tra i Padri della Chiesa e dello scontro tra i nuovi credenti e i tradizionali sostenitori del paganesimo, Azazel è una di quelle rare opere letterarie capaci di gettare uno sguardo profondo e originale sulla Cristianità e l’Occidente, e di raccontare un’epoca in cui le pagine della storia avrebbero potuto essere scritte diversamente. Somiglianze con il capolavoro di Eco sono visibili anche nella coppia di monaci Adso di Melk-Guglielmo di Baskerville del romanzo  “Il nome della rosa” che viene , in qualche modo, ripetuta dal giovane Ipa e dal vescovo Nestorio. Apparentemente Azazel sembra collegarsi anche ai romanzi rivelatori di presunti complotti della chiesa di Roma contro i vangeli cosiddetti apocrifi alla Dan Brown

Azazel2 - Lande IncantateL’accoglienza di Azazel 

È il quinto secolo, i pagani stanno diventando minoranza, il Cristianesimo è divenuto la religione dell’impero, e dentro la Chiesa si comincia a combattere non solo per la dottrina ma per il potere, attraverso concili e scismi. Tra i protagonisti è Cirillo, per la Chiesa copta egiziana non solo santo, ma anche la figura di rilievo. Per Ziedan-Ipa, Cirillo è invece il fanatico, il violento, il mandante – volontario o meno – dell’uccisione della neoplatonica Ipazia, straziata, scannata e bruciata dalla folla per le strade di Alessandria. Ed è sempre Cirillo il persecutore di uomini come Nestorio, il vescovo che – viceversa – incarna l’intellettuale vivace, razionale, promotore di una osmosi culturale che non rifiuta il passato non cristiano, ma anzi se ne abbevera.

Una rappresentazione di questo genere non poteva non scatenare polemiche durissime in Egitto, quando il romanzo di Ziedan è uscito, meno di due anni fa. Il vescovo Bishoy, segretario del Sacro sinodo della Chiesa copta, aveva accolto l’opera di Ziedan con i toni duri dello scontro culturale, come un lavoro che intendeva «distruggere l’autentica dottrina cristiana», chiedendone la messa al bando. D’altro canto, la frizione tra la maggioranza musulmana della popolazione egiziana e i circa dieci milioni di cristiani copti assume – a intervalli regolari – la dimensione della violenza. L’ultimo, tragico esempio è la strage del Natale copto a Nag Hammadi, uno dei luoghi storici del Cristianesimo nazionale, citato anche nel romanzo di Ziedan.

Eppure, Azazel è tutto salvo un libro contro la fede cristiana. Nonostante il titolo sia dedicato al nome del demonio, e il demonio, nel libro, sia non solo il Male, ma anche ragione e libertà. Il romanzo di Ziedan è piuttosto un viaggio culturale dall’Alto Egitto alla Siria, passando per Alessandria e Gerusalemme, e poi su ad Antiochia, dentro la complessità del Cristianesimo orientale delle origini. Quando le chiese si costruivano distruggendo i templi precedenti, e si rafforzavano nel contempo le radici del monachesimo. È il ritratto della complessità, della confusione e della stratificazione mediorientale, ineludibile per comprendere il presente.

La censura, comunque, non c’è stata, anzi. Il romanzo è divenuto a suo modo un bestseller, Youssef Ziedan entra dunque di peso nel dibattito culturale arabo, e va dritto al cuore del problema: il ruolo della religione tra potere e politica, tra assolutismo e tolleranza, tra fede e ragione.

Reazioni della stampa italiana 

«Dogmi ed eresie nel romanzo di uno scrittore egiziano.»
il Corriere della Sera

«Un romanzo storico che fa trasparire in ogni pagina la solida formazione del suo autore e la consuetudine che egli ha con gli studi sul cristianesimo antico e sulle radici dell’Islam».
il Giornale

«Arriva in Italia il romanzo di Ziedan che ha spopolato nel mondo arabo. Sullo sfondo, il Cristianesimo lacerato del V secolo».
Avvenire

«I dialoghi tra Nestorio e Ipa sono il culmine di una narrazione in difficile equilibrio tra tensione del dramma di coscienza e carattere evocativo del romanzo storico – e rivela un gusto spiccato per il romance, come mostra l’idillio tra Ipa e Marta».

D – la Repubblica delle donne

EDIZIONI

Azazel Beat editore, collana Beat, 364 pagine

YOUSSEF ZIEDANZiedan - Lande Incantate

Youssef Ziedan, nato nel 1958, è un rinomato studioso egiziano specializzato in studi arabi e musulmani. Attualmente è direttore del Centro dei manoscritti e del Museo affiliato alla Biblioteca d’Alessandria. Professore universitario di filosofia islamica e sufismo ha scritto numerosi libri accademici noti a livello internazionale. Nella sua produzione di fiction possiamo indicare, oltre ad Azazel,  Zil al-Af’a (L’ombra del serpente) e Nabateo lo Scriba.

(983)

La Regina delle Nevi di H.C. Andersen
Canto di Natale di Charles Dickens
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Gioia Riccardi

« Penso che la cosa più misericordiosa al mondo sia l'incapacità della mente umana di mettere in relazione i suoi molti contenuti. Viviamo su una placida isola d'ignoranza in mezzo a neri mari d'infinito e non era previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. Le scienze, che fi­nora hanno proseguito ognuna per la sua strada, non ci hanno arreca­to troppo danno: ma la ricomposizione del quadro d'insieme ci aprirà, un giorno, visioni così terrificanti della realtà e del posto che noi occupiamo in essa, che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura. » H.P. Lovecraft, Il Richiamo di Cthulhu 1928.

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