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Assamiti

Mi addolora il modo in cui mi guardi: come se ti trovassi davanti un animale, una bestia rabbiosa.
Un tempo non eravamo questo, sadiq.
Non lo siamo nemmeno ora, a dire il vero – non tutti almeno. C’è chi ancora ricorda le notti antiche, quando nostro padre Haqim camminava tra noi. Non siamo bestie, che versano il sangue per un capriccio momentaneo o per ira. O, ancora peggio, per mero profitto. Queste sono le menzogne che i nostri nemici fanno passare per fatti.
Lascia che sia io a dirti qual è verità. Eccola. Quando il mondo era ancora giovane, a noi fu dato lo scettro dei giudici, perché, i più saggi tra i Dannati, giudicassimo le azioni dei non morti. Questo è il nostro vero retaggio.
Poi giunsero gli Stregoni, gli Usurpatori Tremere, e con loro la maledizione del sangue: ci strapparono gli artigli, impedendoci di compiere la nostra missione e giudicare le loro anime nere. Il sangue dei Fratelli bruciava le nostre labbra, di fatto costringendoci a rinunciare a purificare i mali della società corrotta dei Dannati. Ricordo quelle notti. Ah, se le ricordo, sadiq!
I nostri nemici furono astuti, ma la loro ignoranza segnò il loro fallimento. Credi tu forse che il saggio Haqim avrebbe lasciato i propri figli alla mercé della più vile stregoneria? Che ci avrebbe dato il compito di giudicare gli altri senza darci la possibilità di difenderci dagli inganni delle magie? Noi siamo nati in terre incantate, in tempi in cui il potere magico scorreva tra le sabbie del deserto. Haqim sapeva e ci difese. Creò una casta di stregoni, depositari di conoscenze antiche e perdute: furono loro che spezzarono la maledizione del sangue. Come non so dirlo, poiché la fonte dei loro portenti è tanto antica e misteriosa da riempire il mio cuore di timore: essi erano possenti nelle vie arcane quando Tremere stesso non era che un fanciullo.
Eppure, purtroppo, non siamo ancora liberi. Il sangue non è più la nostra maledizione ma è diventato la nostra droga. Un triste stato di cose. Duro da sopportare, persino per noi.
Ma dobbiamo avere fede, sadiq. Fede nella nostra missione. Fede in Haqim. Perché noi non possiamo fallire. Dobbiamo essere i pugnali nel buio, la silenziosa condanna delle anime abiette. Senza di noi, l’umanità è destinata a essere preda dei mostri. Sei incredulo, sadiq? Si, forse per te sarà difficile accettarlo, ma la verità, per chi è abbastanza antico e saggio da conoscerla, è questa: noi siamo i supremi difensori del genere umano. Per questo siamo stati creati. Haqim, nella sua infinita saggezza, capì che, se voleva portare lo scettro del giudizio, non poteva circondarsi solo di eruditi, quali erano i suoi primi figli. Necessitava di guerrieri. Perché chi mai avrebbe fatto rispettare i suoi editti altrimenti? Ogni mostro che cacciava nella notte si sarebbe sentito libero di ignorare le sue condanne e predare l’umanità a suo piacere. Fu per questo che giungemmo noi. Non siamo semplici assassini. Siamo coloro che ricordano ai Dannati che c’è chi osserva e giudica le loro azioni.
Nello stesso modo in cui ora io sto giudicando le tue, sadiq.
Sai, una parte di me vorrebbe davvero lasciarti andare, in modo che tu possa tornare dai tuoi signori e dir loro tutto questo. Una parte di me vorrebbe che tu andassi, ti inginocchiassi ai piedi dei tuoi padri, e annunciassi che il giudizio per loro sta arrivando, nonostante tutti i tentativi di ritardarlo.
Purtroppo, però, questo non sarà. Tu morirai adesso. La tua sentenza è l’oblio, il come è venendo divorato da me. Ci sarà una notte in cui mi libererò di questo bisogno del sangue dei dannati. Ma temo per te non sia questa notte.
Addio, giovane Stregone.

-Abbas al Neonato Tremere Klaus Meyer, deceduto.

Soprannome: Assassini
Discipline di Clan: Velocità, Oscurazione, Quietus
Debolezza di Clan: Nelle antiche notti, una potente maledizione lanciata dal Clan Tremere li aveva costretti a rinunciare alle loro pratiche di Diablerie. Di recente, tuttavia, l’incantesimo è stato spezzato, e gli Assassini sono tornati a divorare gli altri Fratelli. Ogni volta che un Assamita beve o assaggia il sangue di un altro vampiro, deve effettuare un tiro di Self Control (la difficoltà equivale al numero di punti sangue ingeriti +3). Se questo tiro fallisce, egli sviluppa una dipendenza, e deve compiere un altro tiro di Self Control quando entrerà nuovamente in contatto con la vitae di un vampiro. Se sbaglia questo tiro cade in una frenesia sanguinaria, che lo porterà a compiere qualsiasi atto possibile per assicurarsi una quantità maggiore di sangue.

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Brujah
Toreador
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Vivo vicino alla bella Venezia e faccio la scrittrice e sceneggiatrice. Da quando ero molto piccola, ho sempre inventato mondi fantastici, e ora mi sforzo di dar loro forma su carta. Ho studiato prima al liceo classico, poi all'università Ca' Foscari di Venezia (lingue orientali). Ho una grande passione per il Giappone e il mondo dell'intrattenimento in genere, nonché per gli stili di abbigliamento un po' particolari.
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