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Altri sette elementi che hanno stancato nel fantasy

In un articolo di qualche tempo fa avevo fatto un breve elenco (scherzoso e non) in cui annotavo una serie di elementi che ormai sono riscontrabili in un tale numero di fantasy da aver onestamente stancato il lettore appassionato di questo genere. Nei mesi seguenti non ho messo da parte quell’elenco, anzi ne ho trovata un’ulteriore serie che forse sarebbe bene tralasciare se vi accingete a scrivere un romanzo in un mondo fantasy.

Il solito avvertimento: non ci sono verità assolute, perciò ogni cosa può essere rielaborata in modo innovativo… ma con alcune inizia a essere davvero difficile.

Cominciamo!

1 – Il protagonista assoluto (quindi non si parla dei coprotagonisti, comprimari, fratelli o zii) se è uomo combatterà con una spada, se è donna con un arco, e nel raro caso si tratti di una creatura bruttina (tipo orco o troll) avrà un’ascia. Sembra un assioma assoluto di tutti i fantasy medievali. Perché non può esserci invece una protagonista donna con una mazza chiodata? O magari un orco gigantesco dotato soltanto di un pugnale?

2 – I familiari del prescelto di turno devono fare una fine tremenda (all’interno della trama o in un flashback). È preferibile che sia l’antagonista a farli fuori, ma non è necessario: una malattia, un terremoto o un attraversamento pedonale non segnalato sono egualmente utili allo scopo.
Se invece rimangono in vita troppo a lungo, saranno inevitabilmente presi in ostaggio dai nemici ed eliminati un attimo prima che qualcuno possa salvarli.

3 – I soldati semplici (in particolare quelli malvagi) in battaglia sono incapaci di resistere a qualsiasi protagonista, anche se è un folletto senza mani bendato.

4 – Un addio tra due personaggi più lungo del necessario – se condito con frasi del tipo: “ci rivedremo presto” o “tutto andrà bene” oppure “bada alla zia mentre non ci sono” – sottintende che uno dei due farà una morte tremenda prima della fine del libro.

5 – L’arciere perfetto della storia (il Legolas della situazione, per intenderci) colpirà tutti i bersagli necessari, anche quelli distanti otto chilometri, e anche nel caso sia senza frecce e armato soltanto di una spilla da balia.
L’unico nemico che non riuscirà a uccidere al primo colpo sarà invece l’unico che sarebbe stato davvero utile fare fuori, essendo l’avversario determinante che complicherà l’esito della battaglia finale.

6 – Il traditore dei buoni con scritto in fronte a caratteri cubitali: io sono il traditore. (Nei fantasy scialbi c’è sempre, e spesso anche in quelli meno scialbi.)

7 – Elenco adesso una serie di stereotipi di cui davvero non se ne può più: il Sam (amico del protagonista, grassoccio e buono, può non chiamarsi Sam, ma è comunque Sam, e spesso si chiama proprio Sam); il Re saggio e buono (per governare il proprio regno non ha mai commesso alcun atto discutibile, la sua politica è linda e pulita, a suo confronto San Francesco d’Assisi è un tipo losco); il Re disonesto e antipatico (non propriamente cattivo, ma commette ogni nefandezza gli salti in mente e rientra nel punto 6); il consigliere misterioso, cupo e antipatico, del Re saggio e buono (rientra anche lui nel punto 6, e non si sa come abbia fatto il Re saggio e buono ad assumerlo come proprio consigliere. Fa sorgere il dubbio che il Re saggio e buono sia un imbecille); il mago alle prime armi (questo non è sempre presente, ma quando c’è, assume sempre il ruolo di spalla comica ed emana un antipatia intestinale inspiegabile).

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Ha scritto il suo primo libro all'età di otto anni (un'orribile copia di Jurassic Park) e da allora non ha più smesso di sprecare inchiostro, nel tentativo di emulare i suoi inarrivabili punti di riferimento. Collabora con alcuni siti di interesse letterario, oltre a questo blog. Ha affrontato i misteri dell'autopubblicazione, alcuni premi letterari e una piccola pubblicazione in cartaceo, ma continua a scrivere continuamente per raggiungere il suo vero obbiettivo: scrivere continuamente.
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1 Comment

  1. avatar Andrew Next ha detto:

    1) Benissimo, io ho un ragazzino 12enne, educato a fare il mercante, sa usare una spada, ma trova che il cervello sia di gran lunga più efficace. La sua amica sa tirare con l’arco, ma ritiene che sbucare alle spalle del nemico e tagliargli la gola sia meglio. Il suo compagno preferisce le raàman: asce di pietra, legno e cuoio.

    2) i loro familiari stanno benissimo

    3) i soldati nemici picchiano, uccidono, stuprano, riducono in schiavitù e talvolta la fanno pure franca.

    4) Ostrega, io li ho fatti rincontrare… Ho sbagliato?

    5) il mio legolas non sa usare l’arco, è una lei, usa la magia e talvolta fa cilecca. Ha la condotta morale di un Nano.

    6) Devo ricordarmi di cancellare la scritta traditore.

    7) Samuel fa il bardo e uno dei membri della compagnia è innamorato di una canzone, sempre la stessa… dai…
    Suonala ancora, Sam!

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