Home » Storie e racconti » L'Antro della Strega » Alleanza Inaspettata parte II

Alleanza Inaspettata parte II

Joyce restò distaccato di un paio di metri osservandola con attenzione. Non poteva certo distinguere tutto con quel buio, ma vedeva distintamente la sua sagoma ed alcuni particolari.
La ragazza estrasse un lungo coltello che baluginò lievemente con la poca luce riflessa. Se fossero stati in un vero bosco non avrebbe visto proprio nulla, ma erano al centro di Parigi, e quella città risplendeva a tutte le ore.
Fece istintivamente un passo indietro.
“Non voglio farti del male, ma vista l’entità delle cose che ti dirò e ti chiederò di fare ho bisogno di un giuramento di sangue.”
Nella sua voce c’era una sfumatura di preghiera, era veramente disperata. Qualsiasi cosa l’avesse costretta a quello doveva essere spaventosa, almeno per lei, tanto da chiedere una cosa del genere ad un perfetto sconosciuto.
“Come può un giuramento di sangue essere così vincolante?” chiese con interesse
“Perché eseguirò un antico rituale della mia famiglia, se tu od io dovessimo mancare alla parola la pena sarà la nostra anima” disse sempre sussurrando.
“Perderò l’anima se dovessi tirarmi indietro?” chiese inclinando la testa verso destra.
“Si. Non sai quanto mi dispiace doverti chiedere così tanto, ma è veramente importante. Devo chiederti di fidarti di me” la voce aveva assunto un timbro implorante.
Joyce sospirò, voleva aiutarla veramente così come voleva aiutare Neelam, e se questo implicava un giuramento con cui, in caso di fallimento, avrebbe perso l’anima poteva accettarlo. Era cresciuto come un guerriero da quando era nato, non avrebbe fallito.
“D’accordo! Come si fa?”
La sentì tirare un sospiro di sollievo.
“Dovrai incidere il tuo palmo, io inciderò il mio. Reciterò alcune parole e poi uniremo le mani in modo che il sangue possa mischiarsi” spiegò con voce più ferma.
Joyce si avvicinò fino ad vedere il suo volto nell’oscurità, era la prima volte che le era così vicino e si sentì attraversato da una leggera energia vibrante. Non gli era mai capitato con nessuno. Bree gli passò il coltello dalla parte del manico e non mancò di notare che le tremava la mano. Per prendere il coltello gliela sfiorò e una leggera scossa si propagò in lui facendolo trasalire e dalla sua reazione capì che anche lei l’aveva avvertita.
“È normale?” le chiese inclinando il capo verso destra.
“Non lo so, sei la prima persona che tocco oltre la mia mamà” sentì dal suo tono che era molto scossa.
La prima persona? Ma dove era stata questa donna? Forse segregata da qualche parte. Questo spiegherebbe la ritrosia e anche il terrore che le leggeva in fondo agli occhi.
“Vuoi rimandare fino a quando non ti sarà più chiaro quello che è successo?” chiese gentilmente.
La vide scuotere la testa.
“No, no. Non è importante, andiamo avanti”
Joyce annuì e si passò la lama sulla mano dove apparve un segno nero da cui alcune gocce cominciarono a scendere. Passò quindi la lama a Bree che fece la stessa cosa. La vide chiudere gli occhi mentre cominciava a recitare la formula.
Viskerim, Zusus di tir ku okul
Kalet mi giuket
Minritik nor Libtir Toque rik
Nis vi Stokvit Neik nor Sevik

Rimase senza fiato notando che mentre lei sciorinava quelle parole per lui senza senso una leggera brezza li aveva avvolti e le faceva ondeggiare lievemente i capelli, mentre una luminosità nera, e poteva giurare che prima di allora il nero non gli era mai sembrato luminoso, la avvolgeva. Era come se fosse immersa nel cielo notturno e fosse lei il centro di quello, mentre le stelle le ruotavano attorno. Era lo spettacolo più bello che avesse mai visto.
Quando lei gli strinse la mano facendo combaciare le due linee nere un’esplosione di quella luce oscura avvolse anche lui. Si sentì attraversare da una scarica elettrica poco più forte di quella che aveva provato prima e che risvegliò tutti i suoi sensi.
Un odore di spezie l’avvolse, mentre i rumori di sottofondo si amplificarono come se il suo udito fosse quello di un animale notturno e riuscì a vedere gli occhi di lei come se si trovasse sotto il sole e non in un boschetto completamente buio, così come il rosso del sangue che li univa.
Sentì che anche lei tratteneva il fiato e il suo cuore battere furiosamente, mentre la brillante oscurità andava scemando non riusciva a staccarsi da quella stretta.
Con un sussulto lei si staccò, aveva il fiato corto e gli occhi sbarrati. La cosa più incredibile era che il potenziamento dei sensi non si era affievolito.
“Stai bene?” le chiese con il fiato corto.
Lei annuì e poi aggiunse un “Si”.
“È stato …. inaspettato”
“Si, non sapevo che avrebbe fatto quest’effetto” rispose lei in un sussurro.
Joyce si guardò attorno e trasalì, si mise immediatamente in posizione di difesa spingendo Bree dietro di lui. Nell’oscurità un enorme bestia a quattro zampe, con la pelle grigiastra e gli occhi profondi e diabolici li osservava accucciata.
“Stai indietro!” le sibilò afferrando il coltello dalla mano di lei.
Di colpo Bree, stupendolo non poco, si frappose fra lui e la creatura dando le spalle a quella cosa diabolica.
“Fermo!”
“Ma sei pazza? C’è un demone dietro di te!” cercò di afferrarla per metterla a riparo, ma lei si scostò velocemente.
“Non ci farà del male, è il mio famiglio!”
Joyce abbassò le mani.
“Cosa sei tu?” chiese in un sussurro.
La vide abbassare le spalle.
“Sono una Strega, ma ti assicuro che sono buona” aggiunse frettolosamente con voce supplichevole “non ci farà del male, lascia che ti spieghi”
Joyce socchiuse gli occhi
“È sempre stata qui?”
Bree annuì. A malincuore dovette ammettere che se finora non gli aveva fatto nulla non poteva essere diversamente nel prossimo futuro, o almeno ci sperava.
“Va bene”
“Ti va se ci sediamo più avanti, lungo il fiume? A quest’ora non saremo disturbati e se ci fosse qualcuno lei ci avvertirebbe” indicò la creatura con un gesto della testa.
Joyce annuì e le fece cenno di andare avanti.
“È strano che tu possa vederla, nessuno può farlo. Forse è stato lo scambio di sangue.” Disse lei in tono meditativo.
“Probabile, non è la sola cosa strana che è successa.”
“Che intendi?”
“Che da quando hai fatto il rituale io vedo al buio come se fossi in pieno sole, e sento le macchine che sono molto distanti da qui, per non parlare dell’olfatto. Tu profumi di spezie.”
Vide che Bree trasaliva.
“Mi farò spiegare cosa questo comporta, te lo prometto” disse lei in un sussurro.
“Non mi lamento, per un cacciatore questa è una manna dal cielo” disse Joyce cercando di sollevarle il morale vedendo che sembrava sentirsi colpevole di quello che aveva fatto. Non stava mentendo, avere i sensi potenziati per lui era un colpo di fortuna inaspettato.

Avete già letto di Bree e della Chiesa delle Tre Croci.
Per coloro che si sono persi i capitoli, eccovi i link diretti:
La Chiesa delle Tre Croci – Parte I
La Chiesa delle Tre Croci – Parte II

(448)

Alleanza Inaspettata - Parte I
Alleanza Inaspettata parte III
The following two tabs change content below.
avatar
Oceanografa a tempo perso, grande lettrice che non disdegna dai classici agli ingredienti dei succhi di frutta. Nutre una grande passione per il Fantasy e in questo periodo, in particolare per il Weird. Avendo personalità multiple adora i GDR e sopratutto i GRV. Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2008, ma è ancora in cerca di un editore che la sopporti.
avatar

Ultimi post di RossellaS (vedi tutti)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I Cookies permettono alle Lande Incantate di riconoscerti la prossima volta che tornerai a farci visita. Navigando sulle nostre pagine ci autorizzi a farne uso per rendere la tua esperienza migliore. Maggiori informazioni | Chiudi