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Recensione – Steelheart di Brandon Sanderson

Steelheart è… pazzesco. Un romanzo che ti cattura subito e si lascia leggere rapidamente. Imperdibile per gli amanti di Sanderson.

Scheda del libro

Titolo Steelheart
Autore Brandon Sanderson
Data 2013
Pubblicazione italiana 2014
Editore Fanucci
Traduttore Gabriele Giorgi
Titolo originale Steelheart
Pagine 379
Reperibilità Normalmente reperibile su siti di e-commerce

Trama

Da quando Calamity, una sorta di stella rossa, brilla in cielo, la Terra non è la più la stessa: la sua comparsa ha donato ad alcuni uomini e donne dei poteri incredibili, che hanno gettato il mondo nel caos. Tuttavia una città in particolare, Newcago, mantiene una parvenza di ordine, permettendo ai suoi cittadini l’accesso all’elettricità e al cibo: è qui che si muove David, un ragazzo che ha dedicato la sua vita alla vendetta. Infatti suo padre è stato ucciso da Steelheart, un Epico (così si fanno chiamare) incredibilmente forte che detiene il controllo di Newcago. David cerca di associarsi agli Eliminatori, dei professionisti che si adoperano per uccidere gli Epici poco alla volta.

La trama è… wow. Si legge tutto d’un fiato: gli eventi si susseguono rapidamente, in un climax esplosivo che trasmette molta ansia. Infatti l’ho terminato in due giorni. Il libro pone diverse domande, alcune delle quali vengono soddisfatte nel corso della lettura; altre troveranno risposta (mi auguro) negli altri due volumi della serie. Tuttavia Steelheart ha la sua degna conclusione, che non lascia l’amaro in bocca ma anzi mette voglia di scoprire quello che c’è dopo.

Stile

Lo stile è quello a cui Sanderson ci ha abituati: semplice e neutro. Il PoV è ben ancorato nel personaggio di David. Il ritmo è molto sostenuto e la lettura procede molto scorrevole.

 Aggron Le metafore di David

C’è una vena molto ironica in Steelheart: il protagonista pensa a delle metafore goffe e spesso inconcludenti. Ve ne cito qualcuna…

Ero così nervoso che avreste potuto grattare un biglietto della lotteria tenendolo contro le mie nocche.

***

La sua espressione era così gelida che l’avresti potuta usare per raffreddare la canna di un pezzo di artiglieria ad alta potenza di fuoco. O forse dei drink. Raffreddare dei drink… quella era una metafora migliore.

***

Gli occhi di Megan avrebbero potuto perforare… be’, qualsiasi cosa, immagino. Voglio dire, di solito gli occhi non possono perforare le cose, perciò la metafora funziona a prescindere, giusto? Gli occhi di Megan avrebbero potuto perforare il burro.

Worldbuilding

Sono solito aspettarmi, dopo una catastrofe, un mondo senza elettricità e senza tecnologia. In effetti, molte città sono state devastate dagli Epici, ma a Newcago non è così. Un dettaglio che mi ha sorpreso sono i cellulari: il team degli Eliminatori comunica tramite cellulare, le persone fanno foto coi cellulari, vengono utilizzati tablet e così via. L’elettricità è garantita da un Epico di nome Conflux, su cui si hanno poche informazioni.

Newcago è tenuta sempre all’oscuro grazie a un Epico chiamato Nightweilder; c’è una estesa rete di sotterranei, dove vivono i più poveri, mentre in superficie vivono principalmente ricchi e coloro che lavorano per gli Epici.

 Aggron Gli Epici

Gli Epici hanno una caratteristica comune a tutti: sono incredibilmente cattivi. Non si fanno problemi a uccidere gente a caso e le loro azioni sembrano senza logica. Nel prologo il padre di David lascia intuire che ci saranno Epici buoni che sconfiggeranno quelli cattivi… ma in realtà ciò non avviene. Gli Epici controllano gran parte del mondo (più Epici solitamente tengono una città oppure un territorio… non mancano le sfide tra loro), e nessuno sembra volerli contrastare. Come fare d’altronde? Hanno poteri assurdi!

Gli Epici più forti David li definisce dotati di invincibilità primaria:

“È così che chiamo il potere di un Epico che rende inutili i metodi di assassinio convenzionale. Sapete, rigenerazione, pelle invulnerabile, precognizione, autoreincarnazione… quel genere di cose.” Un Alto Epico era qualcuno dotato di uno di quei poteri. Non avevo mai sentito di uno che ne avesse due, per fortuna.

Questi Epici non solo sono difficili da accoppare, ma presentano anche altri poteri devastanti… che a volte possono tenere nascosti agli occhi di tutti. Tuttavia, tutti gli Epici hanno un punto debole, un qualcosa che li priva della loro invincibilità… è su questo che lavorano gli Eliminatori: sfruttare il punto debole dell’Epico per ucciderlo. Chiaramente, un problema fondamentale è scoprire questo punto debole: non tutti gli Epici lo conoscono, anche se prima o poi si possono verificare quelle circostanze che lo fanno emergere.

In ogni caso, non tutti gli Epici sono così forti. Esistono Epici con poteri minori, non dotati di invincibilità primaria. Sono quelli presi di mira dagli Eliminatori, solitamente.

Aggron Steelheart

Una figura si stagliava sulla porta che dava sulla strada. Era illuminata da dietro, poco più di una sagoma a causa della luce brillante che splendeva alle sue spalle. Una sagoma sorprendente, erculea, che incuteva timore.
Probabilmente avete visto delle immagini di Steelheart, ma lasciate che vi dica che non gli rendono affatto giustizia. Nessuna foto, nessun video o ritratto potrebbero mai immortalare quell’uomo. Era vestito di nero. Una camicia, tesa su un petto così ampio e forte da risultare sovrumano. Pantaloni, larghi ma non flosci. Non indossava una maschera, come facevano alcuni dei primi Epici, ma un magnifico mantello argenteo gli sventolava alle spalle.
Non aveva bisogno di una maschera. Quell’uomo non aveva alcun motivo per nascondersi.

I poteri di Steelheart potrebbero dare problemi a chi vuole affrontarlo…

“Vediamo: ha una forza incredibile, può sparare scariche letali di energia dalle mani, può trasformare ogni cosa non vivente attorno a sé in acciaio, può governare i venti e volare con perfetto controllo… Oh, ed è del tutto invulnerabile a proiettili, armi affilate, fuoco, radiazioni, trauma da impatto, soffocamento ed esplosioni.”

Voi quando avete capito il punto debole di Steelheart?

 Aggron Nightwielder

Assieme a Firefight, è l’Epico più a stretto contatto con Steelheart e mantiene la notte perenne a Newcago.

Di solito Nightwielder era traslucido, incorporeo. Poteva muoversi attraverso gli oggetti solidi e controllare l’oscurità. Appariva spesso in città, ma era sempre nella sua forma incorporea.

 Aggron Gli supereroi sono tutti cattivi?

Una delle caratteristiche più interessanti è la cattiveria intrinseca degli Epici. Nel prologo, ad esempio, Deathpoint (un Epico minore) uccide un neonato in braccio alla madre… oppure Refractionary (un Epico capace di creare illusioni) fa schiantare una macchina in cui sono presenti bambini semplicemente perché le avevano tagliato la strada.

Gli Epici hanno una netta, perfino incredibile mancanza di moralità o coscienza. Alcune persone, come teorici o studiosi, erano infastiditi da questo a livello filosofico. Si interrogavano sulla completa disumanità che molti Epici manifestavano. Uccidevano perché Calamity – per qualche ragione ignota – sceglieva solo persone orrende per ottenere i poteri? Oppure uccidevano perché un potere tanto formidabile corrompeva una persona e la rendeva irresponsabile? Non c’erano risposte definitive. A me non importava: non ero uno studioso. Sì, facevo ricerche, ma anche un tifoso le fa quando segue la sua squadra. A me non importava perché gli Epici facessero quello che facevano più di quanto un tifoso di baseball si interrogasse sulla fisica di una mazza che colpisce una palla. Solo una cosa aveva importanza: gli Epici non si curavano minimamente della vita dei normali esseri umani. Un omicidio brutale era una punizione adeguata, nelle loro menti, per qualunque trasgressione, anche minima.

Qualcosa viene accennato, verso la fine del libro, sul discorso della cattiveria degli Epici.

Personaggi

David, il protagonista, è davvero simpatico e sono stato subito in sintonia con lui. È un piccolo nerd che si è dovuto mostrare sempre stupido per poter reperire indisturbato informazioni sugli Epici.

“Non sono intelligente, solo ostinato. I miei amici che erano intelligenti non dovevano studiare affatto. Io ho dovuto studiare come un cavallo per ogni testo.”
“Come un cavallo?”
“Ma sì. I cavalli non lavorano sodo? Tirano carretti, aratri e altre cose?”
“Già, farò finta di non aver sentito e basta.”
“Io non sono intelligente” dissi.

Gli altri personaggi sono nel complesso ben distinguibili tra di loro. In particolare mi piace Megan… oltre David, ovviamente.

Conclusioni

Steelheart è davvero un ottimo libro. E lo dico io che sono un fan di libri lenti e introspettivi… mentre questo improntato all’azione. E ogni azione ha una motivazione ben precisa dietro, seppur non alcune non siano chiare fin dall’inizio. Leggete Sanderson!

lorelai smiling

Amo Lauren Graham. Amo Brandon Sanderson

Voto: 8.5/10

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Ho indossato il Cappello Parlante insieme a Harry, Ron e Hermione; ho consultato l'aletiometro con Lyra; ho partecipato alla creazione di Ea e sono stato invisibile con Bilbo; ho viaggiato con Ged su migliaia di isole, tra diversi mondi con Pug, e su diversi piani con Sita Dulip; sono stato un reietto con Shevek e ho cavalcato draghi con Dany; ho sghignazzato con Bartimeus e cavalcato su Aslan; ho intrapreso viaggi interminabili con Frodo, Tasslehoff, Sutty, Drizzt, Phèdre, Morgon... E sono ancora qui.

1 Comment

  1. avatar M.T. ha detto:

    La serie degli Eliminatori è una buona saga, offre spunti interessanti di riflessione, ben sono sviluppati i poteri degli Epici; ribalta il canone dove i supereroi sono buoni (tematica non nuova però e già usata nei mondi Marvel/DC).
    Tuttavia ha due pecche che limitano la lettura e che se fossero eliminate renderebbero la saga molto buona e che sono le stesse che si vedono in Firefight.
    Uno, il puntare su un aspetto ben diffuso degli Young adult. David fin da subito prende una cotta per Megan, la prima degli Eliminatori che incontra, e benché il suo pensiero dovrebbe essere solo quello della vendetta, appena conosciuta la ragazza, la sua mente non fa che andare sempre su come le sue azioni possano fare colpo su di lei. E’ vero che è un diciottenne, ma è inverosimile che in una situazione di estremo pericolo dove la morte è a un passo, i pensieri non siano pervasi dal terrore, dall’istinto di sopravvivenza, dall’adrenalina, ma siano volti su come le proprie gesta possano trovare una reazione positiva sulla bella. Da uno scrittore come Sanderson non ci si aspetta scivolate del genere, rimanendo nel dubbio se sia stata una mancanza o un adeguarsi alle richieste del mercato; già in altre sue opere ci sono state storie di amore come nella serie Misborn e Il Conciliatore, ma erano state affrontate in maniera migliore, non con cadute di tono come in questo caso. D’accordo che questa serie è considerata young adult, ma c’è un limite all’adolescenzialità (e alla stupidità).
    Due, cosa che diventa fastidiosa alla lunga, è il continuo usare metafore e similitudini da parte del protagonista; il suo voler usare a tutti i costi questo modo di parlare diventa pesante e inverosimile.

    Due osservazioni negative per Fanucci, una per Steelheart e una per Firefight.
    Steelheart non è un romanzo fantasy, non importa se nella quarta di copertina l’editore italiano lo reputa tale. Steelheart appartiene alla fantascienza, se proprio si vuole essere precisi al genere supereroistico e distopico, tema quest’ultimo caro a Sanderson, visto quanto pubblicato finora: anche se con ambientazione diversa, l’idea del gruppo di ribelli che si contrappone ad autorità dotate di grandi poteri capaci di mettere in ginocchio un’intera popolazione (grazie anche a un vasto spiegamento di forze militari), ricorda molto quanto già incontrato in L’Ultimo impero.
    Firefight (ATTENZIONE A SPOILER PER CHI NON AVESSE ANCORA LETTO IL PRIMO LIBRO).Ooccorre subito fare un precisazione perché chi legge la copertina non venga fuorviato da questa frase: “Lo scontro tra le forze del buio e coloro che anelano la luce è appena cominciato”. Non ci sono forze del buio e forze della luce, non esiste nei romanzi di Sanderson una distinzione così netta tra bene e male; c’è la lotta tra gli Eliminatori e gli Epici, con i primi che si oppongono ai secondi per liberare l’umanità dalla tirannia di questi super esseri, ma questi ultimi non sono cattivi per scelta, i loro atti sono una conseguenza della corruzione dovuta all’uso dei loro poteri. Più gli Epici usano poteri per se stessi, più si allontanano dalla loro umanità, divenendo insensibili, spietati, brutali, completamente privi di morale e valori, salvo quello della supremazia sugli altri. Quindi, si ribadisce, gli Epici non sono forze dell’oscurità per scelta ma per conseguenza, soccombono a quella che viene definita oscurità, ma che in realtà è follia, corrosione della mente e dell’animo, come succede a chi subisce grossi traumi (per esempio i reduci di guerra). Inoltre gli Epici non sono divenuti tali per scelta (salvo sorprese nel prossimo romanzo), ma per avvento di Calamity

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