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Recensione di “Questo non è un romanzo fantasy” di Roberto Gerilli

Recensione di “QUESTO NON E’ UN ROMANZO FANTASY” di Roberto Gerilli

SINOSSI

Filippo Mengarelli, giovane scrittore anconetano, ha un’ultima speranza: il Lucca Comics & Games. Il suo esordio letterario, Le cronache di Falcograd, è stato stroncato da pubblico e critica e il resto della trilogia rischia di non essere mai pubblicato. Durante la manifestazione, il ragazzo vuole trovare qualcuno disposto a credere nella sua opera. E qualcuno c’è: quattro cosplayer ispirati ai protagonisti del romanzo, ragazzi molto immedesimati, al punto da far nascere qualche sospetto sulla loro identità.
Aiutato dalla sua amica Alessandra, illustratrice e fangirl, Filippo dovrà scoprire la verità sui quattro e trovare il modo di assicurare a tutti il lieto fine.

“Filippo supera tre streghette di Grifondoro, evita uno scontro accidentale con la bacchetta di Voldemort, e prosegue verso le mura della città. Incrocia Biancaneve, una squadra antisommossa in tenuta tattica, e l’intero equipaggio di One Piece, ma nemmeno il decolté provocante di Nami riesce a distoglierlo dalla sua meta. Tiene lo sguardo fisso di fronte a sé, la mano appoggiata sulla tracolla della borsa, e cammina. È talmente determinato da tentare persino di sfidare il rosso del semaforo pedonale, ma lo strombazzare arrabbiato di una Nissan lo convince a desistere. Lui si ferma e noi sfruttiamo la pausa per le presentazioni.”

TRAMA

Questo non è un romanzo fantasy” è un romanzo ambientato durante il Lucca Comics & Games, la più grande manifestazione dedicata al mondo dei fumetti, fantasy e cosplay d’Italia. Il protagonista, l’ignaro eroe in erba, della vicenda è Filippo Mengarelli, giovanissimo scrittore, appassionato di fantasy, che ha subito una bella mazzata, a causa delle poche vendite del suo primo romanzo e delle ben più numerosi e pesanti critiche ricevute. Il nostro eroe, come tutti gli eroi, però persevera, non demorde, continua a credere nel suo sogno e cerca un nuovo editore, salvo scontrarsi con l’amara realtà, la semplice ma cruda constatazione di non essere nessuno, di non essere il creatore di mondi che aveva creduto di essere. Eppure qualcuno crede in lui, la sua amica Alessandra, cosplayer e fangirl scatenata, e quattro strani personaggi apparsi nel bel mezzo della fiera con dei costumi fighissimi, tali e quali ai protagonisti del romanzo di Filippo. Ecco allora che il romanzo si carica di toni fantastici e fanno la loro comparsa la magia (usata in modo parco e intelligente), le incredibili doti guerriere degli eroi di Falcograd, il peso del destino, la figura del prescelto e ovviamente un cattivo. Che storia è senza un cattivo? Anch’esso uscito dal libro, assieme a un simpatico animaletto alato, un bel drago, che rischia di devastare Piazza San Michele.

Gli ingredienti per una bella avventura ci sono tutti e Roberto Gerilli li mescola e ottiene un romanzo divertente, scorrevole, che oscilla tra fantastico e (auto)ironia, senza risparmiare qualche riflessione sul (desolante) stato del fantasy in Italia.

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PERSONAGGI

Filippo Mengarelli: protagonista del romanzo. Giovane autore, appassionato di fantastico, ma ancora acerbo a livello di scrittura. Dopo il flop del suo primo romanzo, Filippo non demorde, deciso a tentare di nuovo. Si ritroverà coinvolto in un’avventura oltre ogni immaginazione, finendo per diventare un eroe involontario all’inizio del suo percorso di formazione.

“il baby scrittore che ha esordito nel mondo editoriale a soli diciotto anni con Le Cronache di Falcograd, primo libro di una trilogia mai conclusa. Per avere un quadro più completo, potete scorrere fino alla seconda pagina della ricerca, dove trovate la petizione per il macero della sua opera, e la tesi presentata alla facoltà di lettere dell’università di Macerata che spiega i motivi per cui il romanzo in questione è considerato ‘il disonorevole epitaffio del fantastico italiano’.”

Alessandra: pazza e scatenata fangirl, simpaticissima, l’anima del romanzo. L’unica ad aver creduto in Filippo e nel suo lavoro, tanto da averne disegnato personaggi e ambientazioni. È vestita da Magica Emi, adora cosplay, manga e serie tv, e crede fermamente nello shipping. La sua ship preferita è Cornest!

Giovanni Disordini: l’unico e il solo Chief Executive Officer della Vodendrak Edizioni, la casa editrice che ha stampato il primo, e per ora unico, volume di Le Cronache di Falcograd. Furbetto, pensa solo al proprio guadagno.

E poi ovviamente i quattro protagonisti del romanzo di Filippo. Per approfondire, basta leggere le schede con cui l’autore ha gentilmente presentato i suoi personaggi!

Ernest: il guerriero dell’aria truce.

Haxter: il bardo sorridente.

Drinuil: l’elfo altezzoso.

Cornelius: il mago enigmatico.

Tra gli altri personaggi ricordiamo il povero Luca lo Stagista, auspicando abbia trovato lavoro migliore.

STILE

Il romanzo è raccontato da un narratore esterno, che segue le vicende di Filippo e Alessandra da vicino, quasi avessero una videocamera sulle spalle. È un narratore che non risparmia interventi e battute saccenti, a testimonianza del suo odio verso il fantasy, soprattutto quello italiano, da lui giudicato di basso livello, in particolare quello rappresentato da Filippo. Con questo stratagemma, Roberto Gerilli ci porta dentro il suo romanzo, con uno stile semplice, diretto, immediato, che non compie tanti giri di parole ma va diretto al sodo.

Abbondano le citazioni, che faranno storcere il naso a chi le detesta, ma che ho trovato geniali e ben studiate, oltre che necessarie e ben inserite in questo contesto. Si va dai manga e anime ai fumetti e alle serie tv, passando per canzoni, artisti di ogni tipo, film e quant’altro prodotto dalla cultura nerd. Un profluvio di citazioni che sono una manna per gli appassionati. Oltre che tanti termini tipici dei fandom!

“Non una ragazza qualunque. Serve un lettore capace di rimanere coinvolto nella storia, di appassionarsi ai personaggi, di pensare a loro come fossero reali e, perché no, anche di immaginare strane relazioni tra di essi. Proprio come hai fatto tu con Falcograd”.

CONCLUDENDO

“Questo non è un romanzo fantasy”, alla fine, è un romanzo fantasy. Un urban contemporaneo, anche se a me piace considerarlo una favola moderna, con un protagonista acerbo e bisognoso di crescere e imparare, una spalla forte e solare, che funge anche da mentore e da spirito guida della situazione, e un cattivo uscito letteralmente da un libro. Ci sono tutti gli elementi necessari a un fantasy “classico”, rielaborati e soprattutto sfruttati con criterio, e anche con la voglia di scherzare e ironizzare sui cliché tipici di un genere commercialmente sfruttato fino all’osso ma spesso incapace di mostrare a pieno le proprie potenzialità. Complice anche quel saccentone del narratore (che poi sotto sotto, secondo me, alla fine si affeziona anche lui a Filippo e vuol sapere come va a finire Le Cronache di Falcograd!), non mancano frecciatine allo stato attuale del fantastico italiano, che è spesso Filippo a subire, Filippo che però, nel corso della storia, cresce e matura, non solo come uomo ma anche come autore, dichiarandosi pronto, nel finale, a frequentare corsi di scrittura, a leggere, studiare, a mettersi in gioco e migliorarsi. A crescere, insomma.

“Questo non è un romanzo fantasy” è, inoltre, un tripudio dell’atmosfera nerd, ricco di citazioni di libri, fumetti, serie tv, videogiochi e quant’altro anima i cuori degli adolescenti e dei “girellari” nostalgici degli anni ’80. Da appassionato del mondo fantastico, ho gioito e mi sono esaltato a ogni riferimento e, quando magari non conoscevo qualche termine, la brava Alessandra è venuta in mio aiuto, spiegandomi che cosa significhi (UST, OT, fanon? È arabo? No, è linguaggio da fan!). Un romanzo fresco, moderno, che vuole prendersi in giro, ma con garbo e con la voglia di divertirsi e far divertire. Consigliato a tutti gli scrittori di fantastico, a chi pensa di aver scritto il libro dell’anno, a chi pensa di aver letto il libro dell’anno, a chi ama la cultura manga, anime, comics, agli appassionati di serie tv e videogames, a chi insomma è sempre con la valigia in mano, sempre pronto per abbandonarsi a un nuovo volo verso un altro mondo fantastico, mai stanco di viaggiare con la fantasia, mai stanco di crederci.

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