Home » L'angolo delle opinioni » Il Viaggiatore » Recensione: Dannati – Glenn Cooper

Recensione: Dannati – Glenn Cooper

Dannati - Lande IncantatePiccola premessa: non avevo mai letto niente di Glenn Cooper, ma ne ho sempre sentito parlare in maniera entusiastica, specie de “La biblioteca dei morti”. Ahimé non ho letto le recensioni prima di comprare questo Dannati, mi sono fidato del passaparola degli amici. Quella sera di metà luglio, non contento di aver buttato nel cesso 5€ per questo libro (l’avrei scoperto solo dopo), attirato dal prezzo aggressivo, ho comprato tutta la trilogia prima ancora di iniziare il primo, convinto che sarebbe stata una buona lettura al mare sotto l’ombrellone. Mi sbagliavo.

TRAMA:

Dal Web:

Immagina di trovarti all’improvviso in un mondo simile al nostro, ma completamente diverso.

Un mondo dove sono confinati tutti i malvagi vissuti sulla Terra dall’inizio dei tempi.

Un mondo dove tu sei l’unico «vivo».

Quel mondo è l’Inferno e tu hai un solo obiettivo: tornare a casa.

Lo chiamano Oltre. Alcuni sono appena arrivati in quel mondo così simile al nostro eppure così diverso. Altri invece sono lì da secoli e sono ormai indifferenti alla perenne coltre di nubi che nasconde il sole e all’atmosfera cupa che li circonda. Ma ognuno di loro condivide lo stesso destino: dopo essere morti, sono stati condannati per l’eternità. Sia che abbiano scritto a caratteri di fuoco il loro nome nel grande libro della Storia – tiranni sanguinari, sovrani spietati, criminali di guerra – sia che nel corso della loro oscura esistenza si siano macchiati di colpe incancellabili, adesso sono tutti relegati in quel luogo maledetto. Tutti, tranne John Camp. Lui è «vivo», ed è lì per sua scelta. Perché ha giurato di salvare la donna che ama. Durante un audace esperimento di fisica delle particelle, la dottoressa Emily Loughty è scomparsa nel nulla e, quando si è deciso di ripetere il procedimento per capire cosa fosse successo, John si è posizionato nel punto esatto in cui lei era sparita e… in un attimo è stato catapultato all’Inferno. E ora deve affrontare un mondo sconosciuto e ostile per ritrovare Emily e riportarla indietro. Ma il tempo a sua disposizione è poco, e tutti e due rischiano di rimanere per sempre prigionieri nella terra dei Dannati…

Devo dirlo, oltre al prezzo di 5€ a caratteri cubitali in copertina, la trama mi affascinava. Voglio dire: un mondo dove erano finiti tutti i più grandi cattivi della terra aveva un potenziale enorme, a dir poco enorme. Aveva. Dovevo già essere messo in guardia dal fatto che lui è lì solo per salvare la sua amata. Ma ci può stare, il problema arriva dopo.

Non so se riesco a far capire quanto sia difficile per me rievocare i ricordi di questo libro, sapere che per farlo hanno ucciso alberi, sprecato colori e plastica per la copertina; ricordare la trama di quest’accozzaglia di eventi mi procura fitte al cuore, vado avanti solo per mettervi in guardia. Non fate i miei stessi errori.

John finisce (o meglio, va) all’Inferno alla ricerca di Emily e viene sballottato su e giù per l’Europa in un Inferno (il mondo dell’inferno è geograficamente identico al nostro) popolato più che da cattivi, da degli idioti completi.

Seriamente, la scena alla corte di Cesare Borgia è la cosa più idiota e stupida che io abbia mai letto. Ma andiamo con ordine.

Per andare all’Inferno ripetono l’esperimento con l’acceleratore di particelle che vi aveva condotto Emily, e funziona. Sentite quanto è idiota questa cosa: per arrivare all’Inferno, serve che ci sia qualcuno sia nel nostro mondo, che nell’Oltre, nello stesso identico punto. Cioè quante probabilità ci sono che per due volte di fila ci sia qualcuno nel punto dove è sparita la dottoressa? Zero. E invece la seconda volta funziona, peccato che le tre volte successive che lo ripetono no. Che caso.

Così nel nostro mondo arrivano un pluriomicida degli anni cinquanta che riesce a fuggire dal MAAC, e un ragazzo del Settecento che se ne sta buono buono nella sua stanza.

Spoiler Alert

Gli eventi si susseguono in maniera talmente superficiale e stupida da risultare grotteschi, più volte ho riso durante la lettura. I personaggi storici variano da Enrico VIII a Garibaldi, passando per Stalin e Machiavelli,  c’è un accenno anche a Hitler. La cosa divertente è che secondo le regole di questo strano mondo si finisce all’inferno solo per aver ucciso, ma i soldati hanno una speciale “licenza” per cui se uccidono in guerra sono giustificati. (Lo so, non ha senso.) Per cui all’Inferno ci sono anche donne che hanno ucciso chi le stava stuprando ma non ci sono, ad esempio, truffatori o ladri che però non hanno mai ucciso nessuno. Tuttavia c’è Machiavelli all’Inferno, che non ha mai ammazzato nessuno. Vabbè ci rinuncio. Seems legit.

La trama è piatta e senza colpi di scena fino a al finale, ovviamente aperto, in vista del secondo capitolo.

I personaggi sono macchiette, semplicemente ridicoli, menzione d’onore per i compagni di viaggio di John, che non vengono manco descritti praticamente, sebbene lo accompagnino per metà libro. Hanno la personalità di un calzino steso al sole e l’empatia che si crea verso di loro è pari a quella che si può creare verso una falciatrice.

Per non farci mancare niente c’è pure una parte di romanzo ambientata nel nostro mondo, dove inseguono l’uomo arrivato nello scambio con Emily: una noia mortale.

PERSONAGGI:

John Camp: è il protagonista della storia, si occupa della sicurezza del MAAC, il centro in cui fanno l’esperimento delle particelle che li trasporta all’Inferno. John è superman: sa fare tutto, sa costruire armi di duecento anni fa, è subito simpatico a tutti, tutte se lo vogliono scopare (epica la scena della donna che si masturba toccandolo per la spalla), è bello, intelligente, simpatico (l’avevo già detto?). Combatte da solo a mani nude contro otto uomini armati e vince. Non sbaglia mai. MAI.

Emily Loughty: lei è il motivo per cui John finisce all’Inferno. È bellissima, capelli biondi, fisico perfetto, inteligentissima, bellissimissima, tutti la vogliono, tutti la cercano. Se era cessa col cazzo che John rischiava la vita per andarla a prendere. Curioso il fatto che all’Inferno nessuno se la sia stuprata visto che vengono descritti tutti come cattivi davvero cattivi cattivissimi, ma nessuno fa cose di davvero cattivo. Anche a lei tutto va sempre di culo, addirittura non viene nemmeno ferita, le parti del romanzo con lei sono noiosissime.

I compari di John: perfettamente intercambiabili l’uno con l’altro, lo aiutano perché al servizio di Garibaldi, che vuole John al suo fianco come compagno per conquistare e unire tutto l’Inferno (Seriously?). Non servono a niente tranne uno…

Spoiler Alert

I sovrani d’Europa: come per i compari di John, uno vale l’altro. Sono tutti cattivi perché sì, vogliono tutti conquistare l’Europa e basta. Tranne Garibaldi che vuole unire tutto l’Inferno in nome della libertà.

INCONGRUENZE:

Degli errori che perfino Cooper non può non aver notato, ma probabilmente se ne sarà sbattuto le palle:

  • La carta è una cosa rarissima all’Inferno, poi ad un certo punto spuntano fuori mappe geografiche e Caravaggio ha le tasche piene di fogli di carta su cui scarabocchia.
  • Spoiler Alert
  • Nel romanzo ci sono macchine a vapore prodotte quasi in serie, addirittura Robespierre ne ha undici a quanto dicono… Contando che la tecnologia è ferma al medioevo nell’Inferno… perché? Perché? Non lo so.

STILE:

Lo stile è scialbo e banale. Le descrizioni sono superficiali e le scene di combattimento sono descritte davvero male. Tanto Camp vince sempre, e questo a noi basta.

L’idea non era male ma è sviluppata coi piedi. I personaggi sono tutti odiosi, dal primo all’ultimo, descritti male caratterialmente, nessuno con un briciolo di carisma. Questo libro è un cliché dall’inizio alla fine.

CONCLUSIONE:

Il romanzo è brutto forte, noioso da morire in alcuni punti, e con una trama che fa acqua da tutte le parti. I dialoghi sono penosi e non sono riuscito a trovare un solo aspetto positivo in questo libro oltre al fatto che fa schiattare dal ridere per la demenzialità di alcune scene.

2/10

(130)

Recensione - L'Atlante di Smeraldo di Jhon Stephens
Recensione di "Il principe spezzato" di Bianca Marconero
The following two tabs change content below.
avatar

Calvinator2

1 Comment

  1. avatar Andrew Next ha detto:

    Rotflmao, ma adesso concentrati sull’altro lato della barricata: chi è che legge ‘sta roba e dice pure che è bella?
    Sono quasi tentato di passarti il mio “Tòrto della tórta” per fartelo recensire se mi prometti di essere altrettanto accurato 😀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I Cookies permettono alle Lande Incantate di riconoscerti la prossima volta che tornerai a farci visita. Navigando sulle nostre pagine ci autorizzi a farne uso per rendere la tua esperienza migliore. Maggiori informazioni | Chiudi