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Recensione – Il Principe Vampiro – Attrazione Fatale di Christine Feehan

Il Principe Vampiro - Attrazione fatale - Lande Incantate

 

Titolo: Il Principe Vampiro: Attrazione Fatale
Serie:  Dark Prince, 1
Titolo originale:  Dark Prince
Autore:  Christine Feehan
Editore:  Newton Compton
Prima edizione italiana: 2010
Pagine:  432
Prezzo: Brossura – € 9,90

Reperibilità: Si trova facilmente in libreria

 

 

 

Vivono intorno a noi. Si nutrono del nostro sangue. Sono creature dolci e feroci al tempo stesso. Sono carpaziani.

 

Dal web

Mikhail Dubrinsky è un principe carpaziano e ha vissuto a lungo nelle tenebre, desideroso di sangue. Per riuscire a domare l’istinto che lo trasformerebbe in un crudele vampiro, deve trovare la sua metà, una compagna che illumini il buio in cui vive e lo aiuti a perpetuare la sua specie. Raven Whitney è la donna che aspetta: dolce, forte, incredibilmente sexy e sensitiva. Quando si incontrano, Mikhail capisce che deve possederla e trasformarla in una carpaziana, per vivere felici in eterno, ma intanto un gruppo di fanatici cacciatori di vampiri vuole far strage di tutte le creature non umane e un vampiro traditore, che uccide i mortali e minaccia i suoi simili, è tornato all’attacco. Mikhail deve difendere i suoi sudditi e proteggere la sua anima gemella da oscure forze di cui lei non sospetta neanche lontanamente l’esistenza.

 

Ok lo ammetto, un po’ è colpa mia. Ho iniziato questo romanzo senza leggere attentamente la trama, se lo avessi fatto, forse mi sarei risparmiata qualche ora di nervosismo.

Non leggevo un libro così balordo da un po’ di tempo, ma andiamo con ordine.

 

Trama

La trama è praticamente inesistente, con questi due che si incontrano tramite il pensiero e subito scatta la scintilla. Si innamorano follemente, senza motivo. Lui la cerca per fornicare e la trasforma in una sua proprietà.

Sexy? No, per niente.

 

PERSONAGGI

La struttura della saga vuole imitare malamente quella della Confraternita del Pugnale Nero: In ogni libro verrà raccontato come ogni personaggio troverà la sua bambola anima gemella, e nello sfondo verrà sviluppata la trama.

Il problema è che i personaggi sono caratterizzati talmente male e risultano così insulsi e antipatici, che io non ci terrei proprio a sapere cosa accade loro.

 

MIKHAIL

In genere, se un protagonista è interessante, lascio correre se la trama è un po’ inconsistente nel primo libro, ma qui non si salva davvero nulla.

Lui è insopportabile, sarà pure bello, ma a parte questo non noto altri pregi. E’ prepotente, dispotico e fastidioso. Come tutti i vampiri del genere, direte voi, ma qui è proprio sviluppato male, in altri romanzi il protagonista ha le stesse caratteristiche, ma rese in modo tale da non detestarlo, anzi, il contrario!

 

I CARPAZIANI

Mikhail ci tiene spesso a sottolineare quanto la sua razza sia potente e sia sopravvissuta alle peggiori guerre e catastrofi nei secoli. Poi, arriva un gruppo di fanatici rimbambiti, tra cui due vecchietti e un tossicodipendente, che li mettono in crisi e rischiano di sterminarli, nemmeno fossero dei servizi segreti.

Inoltre, questi carpaziani sono quanto di più simile a dei supereroi, quindi noiosi.

Hanno la capacità di trasformarsi in animali, sono veloci, forti e non invecchiano. Unico inconveniente? Non possono stare sotto la luce, tanto per cambiare, e ogni tanto devono sotterrarsi per un po’. Per il resto, sono in grado di fare qualsiasi cosa.

 

RAVEN

Vi ho lasciato il meglio per ultimo.

Leggendo Urban fantasy sono (purtroppo) abituata a delle protagoniste insulse. Ma qui abbiamo raggiunto un nuovo livello.

Lei è stupida oltre ogni immaginazione. Ogni due righe ci tiene a dire quanto lei sia indipendente e solitaria, ma questo non le impedisce di diventare proprietà di Mikhail dopo averci parlato si e no due volte e cadere tra le sue braccia ogni tre minuti.

Non ha una volontà propria e quando ce l’ha, fa scelte stupide e poco credibili. Come addormentarsi nel bosco nonostante le avessero detto mille volte che c’è il temibile gruppo di vecchietti fanatici pronto a tutto; o uscire di casa e dare confidenza al primo tossico che trova per il bosco.

“Perché lei è compassionevole” ci tiene a scrivere mille volte l’autrice. No, è un fantoccio.

 E’ solo lo strumento che la scrittrice usa per far andare avanti la trama, perché naturalmente costruirne una solida comportava troppo lavoro.

 

Io quando vedo una forzatura

 

Addirittura ci sono scene senza senso.

Non vi faccio spoiler: C’è un tizio ubriaco che si mette ad urlare contro una casa solida, costruita molti anni prima e con i migliori sistemi di sicurezza.

Questo, armato solo di una mazza da baseball e rimanendo fuori dal cancello, riesce a darle fuoco e raderla al suolo.

STILE

 

Le scene di sesso sono inutili e ripetitive.

In altri romanzi sono una parte integrante, servono a caratterizzare i personaggi e la loro storia. Inutile dire che qui, neanche l’ombra.

 

I dialoghi sono noiosi e ripetitivi fino allo sfinimento.

La narrazione è davvero fatta male, piena di avverbi inutili e verbi poco incisivi.

 

«Come tutti noi, Mikhail», disse la donna dolcemente, blandendolo.

Avverbio e gerundio insieme. Combo!

Tipico attacco di un avverbio

Non solo l’autrice guida troppo il lettore, dicendogli cosa e come deve pensare, ma proprio lo prende in braccio. In questo modo il lettore si impigrisce e arriva alla fine assonnato, con solo la voglia di finirlo.

Il romanzo è pieno di frasi così balorde, mi è bastato aprire in una pagina a caso per trovare questi esempi. Non scherzo.

 

«Lei è sotto la mia protezione». Era una dichiarazione, una sfida, e la promessa di un castigo atroce e immediato.

 

Show, don’t tell!

 

«A chiunque la tocca strapperò il fegato e ci giocherò a palla.»

Non era meglio? A me già così suona più minaccioso.

 

Altra perla trovata aprendo una pagina a caso:

Stavolta nella voce di lui c’era una minaccia, un pericolo silenzioso in agguato. «Non ho bisogno di provare, piccola. Credimi, posso piegarti alla mia volontà.» Il suo tono era carezzevole e spietato.

Credo che possiamo terminare qui, non serve nemmeno la tabella dei pro e dei contro. Mi sono sforzata di trovare dei pro, ma proprio non riesco.
La serie è composta da ben 22 romanzi. Solo a pensare che potrebbero essere tutti così, mi viene l’angoscia.

Voto: 3/10

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Phèdre Banshee

Phèdre Banshee è un esserino fuori da ogni logica. Tutti i giorni attraversa il tempo e viaggia nei mondi per scrivere, sul suo grande libro, storie tragiche ma divertenti. Ha molte maschere, di cui ha la massima cura. Le guarda appese in ordine sulle pareti e ne sceglie una diversa ogni mattina, a volte anche più di una. Ne tiene una sul viso e l’altra in tasca, masticando Luoghi comuni. A chi? Non si sa. Il suo aspetto più frequente è quello di una vecchia gobba e sciatta che ondeggia tra la realtà e la pazzia, ma i denti sono sempre perfetti, perché su certe cose non scherza. Quando non è in giro a raccogliere storie, le piace leggere libri fantasy contemporanei e i vari sottogeneri; giocare ai videogame, in particolare i gdr; guardare film e serie tv per poi lamentarsi a voce alta con la tv quando i personaggi fanno qualcosa di stupido o sono troppo sdolcinati.

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