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A cosa serve una fantaciclopedia?

Apriamo un libro per volare lontano. Sul tappeto magico di Aladdin facciamo il giro del mondo in 80 giorni, con l’orologio del coniglio bianco facciamo a gara contro il tempo, ci armiamo di spade o di pistole e proteggiamo il mondo da un’apocalisse, concludiamo la nostra avventura senza rimorsi né gloria su una nave che ci porti lontano e infine ritorniamo a casa, un po’ nostalgici dei nostri compagni di avventura e magari in lutto per quelli che abbiamo perduto nel corso delle pagine, con le scarpette di Dorothy.

Insomma, a chi non è capitato di leggere un libro e di voler assolutamente aggiungere nuove pagine, tante pagine, di voler creare una nuova storia infinita? Io di certo sono la prima della lista. In attesa del quinto libro di Harry Potter persi letteralmente la pazienza e iniziai così a scrivere il mio primo manoscritto, una specie di Harry in chiave elfica, se riuscite a immaginarlo. Io in qualsiasi caso ci sono riuscita e in uno dei miei scatoloni ho quasi il terrore di trovare quel dinosauro della mia infanzia – ero abbastanza banale e al confronto il coniglio bianco aveva un testo con molto più contenuto.

Tuttavia quello che alla fine della scrittura ci lascia a piedi è la difficoltà di trovare una casa editrice. – No, la fantaciclopedia non è una recensione di case editrici. Gente, sono una ragazza alle prime armi come tutti voi, con diecimila impegni e se scrivo diecimila, prendetemi pure alla lettera. Non ho il tempo di spulciare per voi tutte le case editrici. Questo faticoso incarico se lo prende però volentieri Mattia Insolia nella Giungla Editoriale che vi metto a cuore se avete più premura di scoprire le case editrici piuttosto che i sottogeneri fantasy.

Quello che però connette le case editrici e la fantaciclopedia, è che questa fantaciclopedia vuole esservi di aiuto nel rispondere ad alcune delle case editrici più esigenti nella presentazione dei manoscritti.

E’ quello che è successo a me: un giorno avevo trovato una casa editrice che mi sembrava intrigante, solo che prima di inviargli il manoscritto dovevo presentare una mia biografia, una sinossi del manoscritto, spiegare perché e per chi il manoscritto poteva essere una lettura interessante e per concludere – da qui nasce la fantaciclopedia – dovevo classificare il mio libro in un sottogenere fantasy.

A parte il fatto che non sono mai riuscita a classificare in definitiva un qualsiasi manoscritto, ho trovato questo approfondimento molto interessante, tanto che sono convinta possa essere di grande aiuto anche a qualche aspirante scrittore come me.

Prima di tutto a presentare il proprio manoscritto con parole “accademiche”, tipo Elfpunk, Med-fantasy o fantasy epico, si da un’ottima impressione di se stessi: il lettore del vostro manoscritto vedrà che siete informati e che andate oltre agli insegnamenti di letteratura delle vostre rispettive e rispettate scuole, che vi piace sapere di più e che vi piace utilizzare le parole giuste.

Perché come scrittori presentiamo parole, mi sbaglio? E allora perché non impressionarli facendogli vedere che ne sappiamo qualcosa, dimostrare che facciamo differenza fra un racconto fantasioso e un fantasy, che non mettiamo in un unico calderone Science-Fiction e Science fantasy?

Ma non siamo qui per le mie scommesse e nemmeno per parlare di case editrici, ripeto. Siamo qui per rispondere a una delle domande che potrebbero porvi in una casa editrice e andremo passo per passo, un genere alla settimana, precisando.

Quindi, al posto di armarci di spade, spade laser, pistole o qualsiasi altra cosa abbiate fatto prendere in mano ai vostri protagonisti, prendiamo un taccuino, una penna e facciamoci appunti. Le case editrici non ci devono trovare impreparati quando ci tenderanno le loro trappole, al solo scopo di far vacillare la nostra convinzione sulle pagine in cui abbiamo riversato tutta l’anima.

Vi chiamo ad armarvi nel sapere, perché sapere è potere. E magari che conoscendo nuovi generi fantasy non finirete per trovare il vostro manoscritto o per scoprire la vostra vera ispirazione per il manoscritto del successo. Diamogli filo da torcere, che abbiano pane per i loro denti e se possibile magari speriamo di poter seguire l’esempio della grande J. K. Rowling, Tolkien, Lewis e tutti i vari “padri” del fantasy più famoso dei nostri giorni.

C’è poco in cui possiamo sbagliare nella classificazione, quindi non abbiate paura ad analizzare il vostro manoscritto e a incrociarlo o vederlo sgarrare da tutti i vari punti che distinguono un genere dall’altro. Il fantasy, come scriveva Michael Ende nella Storia infinita in proposito ai limiti di Fantàsia (mondo creato e vivente unicamente attraverso la fantasia e la capacità di fantasticare), non ha nessuna fine. E dove non ci sono confini, non può esserci un posto sbagliato per i vostri manoscritti.

Voglio concludere questa introduzione con una frase che ho letto di recente e ho trovato davvero azzeccata: “Quando credete di aver fatto una scelta sbagliata, pensate alle dodici case editrici che hanno detto di no a Harry Potter. Vi sentirete molto meglio”

Prima di sederci sugli allori, “che tanto non possiamo sbagliare”, però, ora che abbiamo discusso ampiamente su tutti i vantaggi che può offrirvi la fantaciclopedia, mettiamoci al lavoro.

Inizieremo settimana prossima con i due generi più diffusi:

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Fantasy e High Fantasy
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SaraIE

Passa il tempo libero fra libri, carte e penna, suona in una piccola orchestra e ama tenersi impegnata giorno e notte. Studentessa sognatrice, 18enne, vive in Svizzera con la sua famiglia, le piace interpretare le voci quando legge e non ha mai abbandonato le storie di fantasia, anzi, semmai si è irrevocabilmente persa fra i boschi degli elfi, le caverne dei nani, i cieli delle fate e gli abissi delle sirene. Ma, secondo la sua filosofia, prima di fare ordine ci deve essere il caos e prima del sapersi orientare non si può fare a meno di perdersi. Non preoccupatevi se vi sembra strano quello che scrive... Proseguite che alla fine vi ritroverete 😉
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