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Il Ciclo di Cthulhu di H.P Lovecraft

Continuo e incessante, risuona nella mia mente un cupo battito, un sommesso latrare lontano, come di un cane Lupo che ulula alla luna - Lande Incantategigantesco che ulula nella notte. Non è un sogno, e non è neppure – temo – follia: troppe cose sono ormai accadute perché io possa rifugiarmi in simili illusioni pietose.

 

Il Cane, 1922 (racconto)

Il Ciclo di Cthulhu anche noto come Miti di Cthulhu è un ciclo letterario che fa riferimento alla parte più significativa della produzione dello scrittore americano Howard Phillips Lovecraft.

Alla morte dello Lovecraft, gli scrittori August William Derleth e Donald Wadrei, tentarono di dare ordine ai racconti dello scrittore defunto contenenti riferimenti a divinità blasfeme e creature cosmiche presenti nella produzione di Lovecraft . Fu proprio Derleth a coniare il nome Miti di Cthulhu e insieme al suo compagno di lavoro Wadrei proseguirono nel loro intento di pubblicare i racconti in un unico volume. Dato lo scarso interesse delle case editrici per per il loro progetto, decisero nel 1939  di fondarne una, la “Arkham House“, il nome deriva dalla città immaginaria  di Arkham presente in numerosi racconti di Lovecraft. La Arkham House pubblicò nel 1939 la prima grande raccolta dei racconti di Lovecraft con il titolo “The Outsiders and the Others“.

Zudda si Halloween - Lande Incantate

I romanzi e i racconti di Lovecraft sono di difficile classificazione, a metà tra la Fantascienza, il Fantasy e l’Horror. Fanno riferimento a civiltà extraterrestri, che avevano i propri Dei chiamati ” Grandi Antichi” ( tra cui la divinità più famosa Cthulhu), che abitavano la Terra  in ere precedenti  all’avvento dell’uomo i cui retaggi arrivano fino all’epoca in cui viveva l’autore. Questi retaggi sono costituiti da culti oscuri, segreti e antichi misteri. I testi che compongono il Ciclo di Cthulhu sono connessi tra loro da un filo conduttore, costituito da temi ricorrenti che l’autore ripropone nei racconti e nei romanzi. Uno dei principali leitmotiv del ciclo è senza ombra di dubbio il Necronomicon, il grimorio, un testo di magia nera, inventato da Lovecraft, che sarebbe stato scritto da dall’arabo pazzo Abdul Alhazred e tramite cui sarebbe stato possibile evocare gli “outsiders”  (“quelli di fuori”) da ogni regione del cosmo e dell’essere. Tanta è stata la fascinazione provocata da questo “libro mai scritto”, che molti credono sia un testo realmente esistente.

HP Lovecraft Art - Lande IncantateL’UNIVERSO LOVECRAFTIANO 

La maggior parte delle opere di Lovecraft, specialmente quelle che fanno parte del Ciclo di Cthulhu, trovano ambientazione in un mondo cupo, terribile e spaventoso, dove gli umani sono in balìa di forze sconosciute, occulte, malvagie e di divinità terrificanti che dominano l’universo.

I luoghi principali dove si svolgono le vicende narrate da H.P. Lovecraft sono:

  • ● IL PIANETA TERRA
  • Lovecraft creò località fittizie nella cornice del New England, il fine di questi luoghi immaginari doveva dare un senso di antichità e mistero all’ambientazione  dove si svolgevano le vicende. Questi luoghi sono:
  • ● Arkham, città immaginaria del Massachusetts, sede della Miskatonic Univeristy, punto nevralgico di molti racconti. La sua posizione precisa ci è sconosciuta, dai racconti di Lovecraft sembra sia vicino Boston, nella contea di Essex, non lontano dalle cittadine di Innsmouth e Dunwich. Le principali caratteristiche di Arkham sono le case con i tetti a mansarda e un insieme di oscure leggende che la circondano da secoli; come la sparizione di numerosi bambini, presumibilmente usati come vittime sacrificali in rituali oscuri e altri avvenimenti terribili. Questi episodi oscuri, orrendi, sono talmente frequenti che i cittadini di Arkham gli accettano come parte del loro quotidiano.  Il manicomio della città, l’Arkham Asylum,  è presente in diversi racconti, il quotidiano più famoso della città l’Arkham Adviser è distribuito anche nella vicina città di Dunwich e fino al 1880 si chiamava l’Arkham Gazette. È evidente come Lovecraft si sia ispirato alla città di Salem, famosa per la caccia alle streghe nel 1691,  per creare la città di Arkham.
  • ● Dunwich, città immaginaria situata nella valle del fiume Miskatonic (anche questo creato dallo scrittore), nel Massachusetts settentrionale. Dunwich viene descritta come un povero villaggio di hillbilly (è un termine, spesso dispregiativo, che indica le persone che abitano in campagna  e zone di montagna principalmente in Appalachia, ma anche parti delle Ozarks negli Stati Uniti. Questo temine può essere offensivo per americani di origini Appalachian). Gli abitanti sono scortesi, molto superstiziosi e diffidenti. Successivamente agli eventi narrati nel racconto lungo “L’orrore di Dunwich” (1929) la segnaletica che porta alla città viene misteriosamente rimossa. Una fonte di ispirazione per questo villaggio sinistro potrebbe essere la città portuale di Dunwich descritta nel racconto “The Terror” (1917) di Arthur Machen. Nel New England molte città hanno il suffisso -wich  ad esempio Ipswich vicino Salem.
  • ● Innsmouth, Lovecraft definisce questa città  come “la versione estremamente  perversa di Newburyport”,  località realmente esistente nel Massachusetts. Lovecraft scrive che Innsmouth fu fondata nel 1643 da alcuni coloni e diventò un importante porto costiero per scambi commerciali. Innsmouth si sviluppò lungo il fiume Manuxet (anche questo creato adLovecraft Art - Lande Incantate hoc dallo scrittore) fino al 1812, quando la guerra tra Stati Uniti e Impero Britannico rese impraticabili molte rotte e portò all’affondamento di diverse navi, al punto che nel 1828 l’unica flotta ancora attiva e in grado di navigare era quella del capitano Obed Marsh, appartenente a una delle famiglie più importanti di Innsmouth. Nel 1840, Marsh, fondò una setta chiamata “Ordine Esoterico di Dagon“, aveva di base il culto polinesiano, conosciuto da Marsh durante i suoi viaggi. La setta con i suoi riti richiamò dal mare razze di uomini-pesce (gli “abitatori del profondo“) e strinse con loro patti blasfemi. Queste creature degli abissi si impegnarono a rifornire Innsmouth di oro e pesce in abbondanza in cambio richiedevano sacrifici di giovani e più tardi i mescolare la propria razza con quella umana. Quando Obed e gli altri della setta vennero arrestati i rituali e i sacrifici  cessarono. Tempo dopo i membri della setta ripresero l’ibridazione e la razza degli abitatori del profondo crebbe causando gravi deformità nella popolazione. Di conseguenza la città venne evitata da tutti fino al 1927 quando venne messa sotto inchiesta per il contrabbando di alcolici dalle autorità federali. Nel racconto “La maschera di Innsmouth” (1931) la città viene descritta come disabitata e in rovina, i sacerdoti sono stati cacciati dalla città e i loro luoghi di culto trasformati per professare la religione delle divinità abissali, in particolare per il culto di Cthulhu e Dagon.
  • ● Kingsport, città immaginaria situata sulla costa del Massachusetts, a sud di Arkham, Lovecraft si ispirò alla città di Marblehead. Fu fondata nel 1639 da coloni inglesi, divenne porto e intorno sorsero cantieri navali. Sotto l’influenza della caccia alle streghe di Salem nel 1692 furono catturate impiccate quattro presunte streghe. Tra il XIX e il XX secolo l’economia basata sul commercio marittimo di Kingsport subisce una diminuzione progressiva fino ad arrivare ad un vero e proprio tracollo, la sua economia finirà per incentrarsi solo sul turismo.
  • ● Miskatonic, è un fiume immaginario creato da Lovecraft, la sorgente è nelle colline ad est di Dunwich, al confine col New Hampshire, si snoda da est a ovest nel Massachusetts, attraversa Arkham e sfocia a due miglia da Kingsport, le sue acque sembra siano fangose.

Altre città immaginarie che però hanno uno stretto collegamento con il mondo delle tenebre:

  • ● Lemuria, è un continente ipotetico scomparso,  frutto delle teorie della biogeografia del XIX secolo, dovrebbe trovarsi nell’oceano Pacifico o in quello Indiano. Le teorie su Lemuria in seguito divennero obsolete quando si scoprì la tettonica delle placche terrestri. Se per la scienza il continente sommerso di Lemuria divenne argomento trascurabile poiché sprovvisto di fondamenti scientifici, per la letteratura rimase vivo e vibrante. Alcuni scrittori dell’occulto hanno citato Lemuria nei loro testi, le sue caratteristiche differiscono in base alle esigenze e le contestualizzazioni ma mantiene comunque una caratteristica comune in tutti i testi : l’elemento cataclismatico che ne ha provocato la scomparsa del continente, in analogia con l’Atlantide di Platone.  Tra questi scrittori: Robert  E. Howard,  Richard S. Shaver, Thomas Pynchon e ovviamente H.P. Lovecraft.
  • ● La città senza nome, antica città araba abbandonata, Lovecraft la descrive come “remota nel deserto d’Arabia“, “ le basse mura sepolte da sabbie di età infinite” è senza nome perché “nessuna leggenda  è così antica per risalire sino ad essa o per ricordare che fu viva un giorno“. È in questa città che il poeta pazzo Abdul Alhazred, autore del Necronomicon, formulò i suoi versi più famosi: ” Non è morto ciò che può attendere in eterno, e col volgere di strani eoni anche la morte può morire“. La città senza nome appare per la prima volta nel racconto omonimo del 1921, pubblicato sulla rivista Wolverine, è spesso considerata la prima storia appartenente al Ciclo di Cthulhu. Lovecraft accenna a questa città nella poesia  “l’abitatore“:

« Era già vecchia quando Babele l’antica sorgeva;
e non si sa quanto a lungo ha dormito nel cuore del colle
ove i nostri picconi insistenti frugando le zolle,
i suoi blocchi di pietra portarono a luce primeva.
V’erano grandi locali e ciclopiche mura
e lastre spaccate e statue scolpite
di esseri ignoti vissuti in ere perdute,
di molto più antichi del mondo ove l’uomo dimora.
Poi trovammo quei gradini di pietra gettati
verso un antro sbarrato da una lastra assai forte
che forse serrava un oscuro rifugio di morte
dove eran racchiusi antichi segreti e graffiti.
La strada ci aprimmo… ma atterriti dovemmo fuggire
quando udimmo dal basso quei passi pesanti salire »

Shub - Niggurath - Lande Incantate

Shub – Niggurath

● Mu, il continente perduto, situato tra la Nuova Zelanda e il Cile nel Pacifico. Abitato da uomini primitivi, la lingua in uso era il Naacal e gli abitanti di questo continente adoravano molti dèi, tra questi i tre figli di Cthulhu: Ghathanothoa, Zoth-Ommog e Ythogtha oltre a Shub – Niggurath e Cthulhu stesso. Le tavole di Zanthu (Zanthu era un sacerdote di Ythoghta) spiegano la sparizione del continente: secondo questi scritti  l’alto sacerdote scatenò l’ira degli dèi cercando di evocare Ythogtha per spodestare Ghathanothoa, per vendetta i Grandi Antichi scatenarono il loro potere facendo sprofondare Mu negli abissi.

    • ● Y’ha-nthlei, unica città sottomarina costruita dagli abitatori del profondo, ne “La Maschera di Innsmouth” viene descritta come una metropoli subacquea, situata sotto la scogliera del Diavolo non lontano dalla costa del Massachusetts, Lovecraft nel racconto dice che la scogliera è stata bombardata dagli Stati Uniti durante un raid a Innsmouth.
      • ● R’lyeh, città sommersa nell’Oceano Pacifico dove “il morto Cthulhu sogna e attende“, seppellito dentro una specie di cripta protetta da un portale che si apre su una struttura realizzata secondo una geometria aliena costituita da materiale basaltico ciclopico, verdastro e umido di alghe. Viene descritta così nel racconto  “Il Richiamo di Cthulhu“:

« La città-cadavere, da incubo, chiamata R’lyeh … fu costruita incalcolabili eoni prima della storia conosciuta, da enormi, ripugnanti forme che gocciolarono dalle stelle oscure. Ivi si stabilirono il grande Cthulhu e le sue orde, nascosti in verdi, limacciosi sotterranei… »

  • ● YUGGOTH
  • È un pianeta immaginario nel Ciclo di Cthulhu, nel racconto “Colui che sussurrava nelle tenebre” (1930), Lovecraft fa capire che Yuggoth è il pianeta Plutone, altri scrittori invece sostengono che sia un corpo celeste appartenente al sistema solare la cui orbita si trova interamente o per la maggior parte oltre quella di Nettuno (Oggetto Transnettuniano). Yuggoth-Plutone è un pianeta buio e freddo dove creature oscure dotate di ali vagano in città di metallo nero, in mezzo a steppe deserte. Queste creature sono dotate di tecnologie avanzate ed intelligenza superiore, sembra pratichino il culto di  Shub-Niggurath. Yuggoth è popolata da extraterrestri Mi-go, la cui città è situata sul bordo di un pozzo il cui fondo è abitato da una misteriosa entità temuta dagli abitanti, periodicamente questa riemerge costringendo i Mi-go ad allontanarsi.
  • ● UNIVERSO ESTERNO
  • L’universo di Lovecraft è costituito dalle “Sfere dell’esistenza“. Tante sfere una dentro l’altra, ogni volta che ci si avvicina al centro, si trovano ambienti con una dimensione in più. Il concetto parte dal ragionamento che siccome gli oggetti a due dimensioni non sono altro che proiezioni di oggetti a tre dimensioni,conseguentemente si può dedurre facilmente che oggetti a tre dimensioni non sono altro che proiezioni di oggetti che ne hanno quattro e così via. Si procede con questo ragionamento si arriva a un punto in cui la materia e lo spazio non hanno alcun significato, giungendo “al luogo in cui tutto ha inizio” il centro di tutto, cioè la corte di Azatoth, il cui caos mentale genera una serie di emanazioni psichiche che hanno portato alla creazione di mondi diversi. Quindi più lontani si è dalla corte di Azatoth meno complessa sarà la struttura dimensionale. Allontanandosi sempre di più si avranno sempre meno mondo e meno oggetti e ha quindi fine l’universo materiale, mentre inizia  la zona esterna, quella immateriale, l’oltreverso.
  • ● LA CORTE DI AZATOTH
  • Azatoth è una creatura disgustosa e  idiota che conosce a malapena la sua funzione, che con la sua danza convulsa e forsennata genera una luce distruttiva. Insieme a lui danzano altre creature, che traggono dalla sua energia  dei poteri. L’unico a non ballare è  Nyarlathotep, servitore di Azathoth che esegue i voleri del suo padrone solo per realizzare i suo loschi scopi. Se Azathoth smettesse la sua danza tutto l’universo crollerebbe e insieme a lui sparirebbero anche le divinità. Lovecraft descrive Azathoth in questo modo:
  • “E al centro dell’universo siede Azathoth: dio cieco e idiota… amorfa escrescenza d’abissale confusione che bestemmia e gorgoglia stordito da un incessante suono di flauti”.
  • ● OLTREVERSO
  • Si trova oltre l’universo fisico di Azatoth, è immateriale e non può essere raggiunto da nessuno. È in questo luogo dove nascono la fantasia , l’immaginazione e dove finiscono i morti
  • ● IL MONDO DEI SOGNI
  • Situato tra l’universo e l’oltreverso, questo mondo può essere raggiunto solo attraverso i sogni. È un modo magico, mistico, che può essere raggiunto solo  da persone che sanno legare e comprendere ciò che è razionale e ciò che non lo è.

DIVINITÀ LOVECRAFTIANE

  • ● I Grandi Antichi (Old Ones),  semidei maligni giunti sulla Terra dalle stelle ancor prima della comparsa dell’uomo. Hanno
    Divinità Abissale - Cthulhu - Lande Incantate

    Divinità Abissale – Cthulhu

    dominato la Terra per diverse ere, edificarono città, ma il loro potere era legato agli astri e quando la forma del cosmo mutò dovettero ritirarsi nelle catacombe nella città sommersa di R’lyeh.  Essi giacciono in un sonno profondo in attesa di risvegliarsi quando le stelle si allineeranno di nuovo. Il rituale di resurrezione dei Grandi Antichi ha però bisogno all’inizio di un intervento esterno, in quanto lo stesso incantesimo che li tiene in vita gli impedisce di liberarsi da soli. Per questo motivo le divinità e Cthulhu in particolare cercano di comunicare con gli essere umani, specialmente nei sogni, adulando e tentando gli esseri umani  con promesse di piaceri e poteri infiniti.

  • ● Gli Déi Esterni, più potenti dei Grandi Antichi, tutte le creature
    Raffigurazione di Azathoth - Lande Incantate

    Raffigurazione di Azathoth

    appartenenti al Ciclo di Cthulhu riconoscono la loro supremazia e gli venerano. Queste divinità esterne dimostrano disinteresse per le vicende che riguardano gli umani, il loro unico obbiettivo è quello di raggiungere la nostra dimensione per distruggerla. Sono dotati di poteri immensi, anche se necessitano comunque dei servigi di Nyarlathotep loro anima e messaggero. Il più potente fra gli Déi Esterni è Azathoth, Signore del Cosmo: siede sul trono al centro dell’universo sul quale danza al suono di flauti blasfemi che lo tengono in una sorta di stato di trance. Se Azathoth dovesse distrarsi e smettere di danzare, il suo potere distruggerebbe pianeti interi.

I PERSONAGGI

Il Ciclo di Cthulhu non ha personaggi seriali, ad eccezione del personaggio di Robert Carter, alter-ego di Lovecraft, che tuttavia compare in opere non facenti parte del ciclo.  Ecco alcuni personaggi del Ciclo di Cthulhu:

  • ● Henry Akeley  (Colui che sussurrava nelle tenebre), studioso che vive semi-recluso, entra a contatto con i “funghi di Yuggoth“, una volta catturato viene sostituito con un doppio.
  • ● Professor Henry Armitage (L’Orrore di Dunwich), studioso di Arkham che riuscirà a fermare la progenie di Yog Sothoth Dunwich.
  • ● Charles Dexer Ward ( Il caso di Charles Dexer Ward), un pazzo di Provindence che tenta strane ricerche alchemiche.
  • ● Wilbur Whathaley ( L’Orrore di Dunwich), mostruoso  frutto dell’unione di una donna di Dunwich e Yog Sothoth.

ROMANZI E RACCONTI CHE COMPONGONO IL CICLO DI CTHULHU

Ci sono dei racconti che possono essere definiti i precursori del Ciclo di Cthulhu:

  • Dagon (1917)
  • Oltre il Muro del sonno (1919)
  • Il tempio (1920)
  • Dall’ignoto (1920)
  • Gli altri dei (1921)
  • La casa sfuggita (1924)

I romanzi e i racconti che compongono il Ciclo di Cthulhu:

  • Dagon (1917) – racconto
  • La città senza nome (1921) – racconto
  • Il cane (1922) – racconto
  • La ricorrenza (1923) – racconto
  • Il richiamo di Cthulhu (1926) – racconto
  • Il caso di Charles Dexter Ward (1927) – romanzo
  • Il colore venuto dallo spazio (1927) – racconto
  • Storia del Necronomicon (1927) – racconto
  • La maledizione di Yig (1928) – racconto
  • Il tumulo (1928) – romanzo
  • L’orrore di Dunwich (1929) – racconto
  • Colui che sussurrava nelle tenebre (1930) – racconto
  • L’abbraccio di Medusa (1930) – racconto
  • Le montagne della follia (1931) – romanzo
  • La maschera di Innsmouth (1931) – racconto
  • I sogni della casa stregata (1932) – racconto
  • L’uomo di pietra (1932) – racconto
  • L’orrore al museo (1932) – racconto
  • Degli eoni (1932) – racconto
  • La cosa sulla soglia (1933) – racconto
  • L’ombra venuta dal tempo (1935) – racconto
  • Il diario di Alonzo Typer (1935) – racconto
  • L’abitatore del buio (1935) – racconto

Dal Ciclo di Cthulhu solitamente sono esclusi i racconti e i romanzi appartenenti al “Ciclo Onirico”, poiché se ne differenzia per toni  e contenuti, è sostanzialmente più di genere fantasy.

EDIZIONI ITALIANE

Tutti i romanzi e i racconti di H.P. Lovecraft (eNewton  Classici) formato Kindle, di cui esiste il formato cartaceo della collana “I Mammut”.

Esistono svariate raccolte che raccolgono i romanzi e i racconti del Ciclo di Cthulhu, l’importante fare attenzione alla sequenza temporale dei testi elencata in copertina, magari alcune raccolte arrivano solo fino al 1930 escludendo alcuni testi.

Alcuni estratti del saggio “Le radici dell’orrore di H.P. Lovecraft” di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, curatori di numerose raccolte italiane del nostro autore:

«Orrore cosmico» definì Lovecraft il concetto fondamentale che animava la sua narrativa. Il
punto d’inizio è l’ignoranza. L’uomo è tranquillo e sicuro finché crede soltanto a ciò che
percepisce con i suoi sensi o ricostruisce con la ragione. Ma l’uomo è un incidente
infinitesimale nell’infinita complessità del cosmo, i suoi sensi e la sua ragione abbracciano
un territorio ridicolmente limitato, un granello di polvere nell’Assoluto. I terrori immanenti
nella natura che lo circonda, o che emergono dalla sua storia, sono nulla in confronto a
quelli che turbano l’infinito. Le forze cosmiche sono cieche, e macinano l’eternità senza
neppure avvedersi della razza umana. Sono tremende perché del tutto insensibili,
ineluttabili, inconcepibili. Dar loro la veste di divinità è un espediente di comodo, ma è
riduttivo: non sono sensibili né alle nostre preghiere né al nostro dolore. Vengono da abissi
talmente insondabili di tempo e di spazio che il semplice tentativo di concepirle stravolge la
mente e induce la follia, come quella che travolse il matematico Cantor, che ebbe la pretesa
blasfema di definire un algoritmo dell’infinito.
Per questo, aprire squarci di conoscenza che ne facciano balenare nel buio anche parziali
contorni (per esempio attraverso formule racchiuse in scritti giustamente proibiti) significa
esporre la nostra mente ad un cataclisma d’orrore.

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Ribaltato è anche il ruolo della conoscenza nella gestione umana del terrore. Nelle storie
tradizionali, l’unica speranza dell’uomo per poter affrontare e vincere le forze delle tenebre
è legata alla comprensione precisa della loro natura: il filosofo Atenodoro rende la quiete al
fantasma rivelandone la natura di morto senza i dovuti onori funebri; il dottor van Helsing
sconfigge Dracula perché conosce l’origine e la natura dei vampiri.
In Lovecraft, la conoscenza è invece la fonte prima del terrore: perché solo chi trascende i
limiti dell’umano sapere apre gli occhi sull’abisso, e può coglierne gli orrori senza nome,
ricevendone in cambio morte e follia. Quando la scienza avrà unificato le varie parti del
sapere – scrive Lovecraft– si verificherà ai nostri occhi una visione talmente terrificante
della realtà e del nostro ruolo in essa, che come unico scampo potremo avere soltanto
l’annullamento mentale o il ritorno ad un’era di ignoranza.

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Da quando, nel secondo dopoguerra, le opere di Lovecraft cominciarono ad essere diffuse e
popolari al di là della ristretta cerchia dei lettori di Weird Tales, la narrativa dell’Orrore
non è più la stessa, non accoglie più, o accoglie in modo diverso, i cliché sui quali per
secoli s’era modellata. Stephen King, il più popolare fra i maestri moderni del
soprannaturale, ha esplicitamente ammesso, più d’una volta, il suo debito nei confronti
dello scrittore di Providence. Ma non è il solo. Chiunque, oggi, voglia fare dello spavento il
fulcro del suo messaggio letterario, deve fare i conti con la rivoluzione copernicana attuata
dal creatore di Cthulhu.

LE INFLUENZE DI CTHULHU NEI MASS – MEDIAIl Ciclo di Cthulhu di H.P Lovecraft - Lande Incantate

Nella cultura popolare molti elementi scritti da Lovecraft sono stati utilizzati come modelli stilistici per creare ambientazioni e personaggi orribili e soprannaturali, in particolare gli elementi che fanno parte del Ciclo di Cthulhu. Stephen King e Neil Gaiman sono gli autori contemporanei più influenzati da Lovecraft.

Alcuni fumetti risentono dell’influenza dei mondi Lovecraftiani, almeno in alcuni numeri: Batman, Dylan Dog, Métal Hurlant, Soul Eater, Djustine, Martin Mystère e Zagor. Anche il manga Musamine Shirow contiene riferimenti a Lovecraft.

Diverse pellicole cinematografiche sono  tratte dalle opere di Lovecraft, possiamo citarne alcune:

  • Paura nella città dei morti viventi (1980), regia Lucio Fulci
  • Il seme della follia (1995), regia John Carpenter
  • Dagon – La mutazione del male (2001),  regia Stuart Gordon
  • Jason va all’inferno (1993), regia Adam Marcus
  • …E tu vivrai nel terrore! L’adilà (1981), regia Lucio Fulci
  • La città dei mostri (1963), regia Roger Corman
  • Re – Animator (1985), Stuart Gordon
  • La casa ( serie di film horror), prodotta da Sam Raimi

Alcune serie televisive contengono in alcuni episodi riferimenti al Ciclo di Cthulhu: Andromeda, Supernatural, South Park e Doctor Who.

Potrebbe sembrare insolito ma è la musica  il campo in cui la letteratura  di Lovecraft ha avuto più influenza, alcune band vicine all’heavy metal, sono state particolarmente colpite dalle influenze lovecraftiane, tanto da dedicare alcuni singoli o veri e propri album alle sue creature. Le band sono: Black Sabbath, Iron Maiden, 1349, Rage, Therion, Nile, Morbid Angel e Merciful Fate. Due band hanno deciso di prendere il nome dello scrittore solitario nato a Providence, sono gli H.P Lovecraft e i Lovecraft.

Anche i videogiochi non sono sfuggiti ai tentacoli abissali di Cthulhu, eccone alcuni:

  • Alone in the Dark
  • The Witcher
  • Silent Hill
  • Fallout 3
  • Quake
  • Terraria
  • Call of Cthulhu: Dark Corners of Earth
  • Amnesia: The dark descent
  • Penumbra

 

Howard Phillips Lovecraft - Lande IncantateBIOGRAFIA

Howard Phillips Lovecraft (1890-1937) è riconosciuto come uno dei padri fondatori della letteratura dell’orrore. Le sue opere, diventate celebri solo dopo la sua morte, hanno avuto una grande influenza sulla fantascienza e sul cinema dell’orrore. Lovecraft nacque a Providence ( infatti è conosciuto anche con il soprannome “Il Solitario di Providence”), il padre dopo aver avuto un attacco di psicosi acuta fu ricoverato al Butler Hospital di Providence e vi rimase per tutta la vita fino a quando morì di sifilide quando Lovecraft aveva otto anni. Il nostro autore quindi crebbe con la madre, le zie e il nonno Whipple Van Buren Phillips, appassionato di letteratura gotica, che lo incoraggiò  nella lettura fornendogli dei libri, tra i quali, le fiabe dei fratelli Grimm e Le mille e una notte, il libro da cui prese spunto per creare il Necronomicon. La sua vita fu funestata da frequenti attacchi nervosi, provocati inizialmente dall’atteggiamento iperprotettivo della madre, a causa di questi abbandonò gli studi.  I suoi scritti apparvero per la prima volta su una rivista nel 1906 e nel 1915 dette alle stampe le sue prime poesie. Nel 1924 (periodo newyorkese)   l’illusionista Houdinì commissionò a Lovecraft un racconto che apparve sulla rivista Weird Tales con il titolo “Imprisoned with the Pharaohs“, ma in realtà è conosciuto con il titolo “Sotto le Piramidi”. Nel marzo dello stesso anno lo scrittore sposa Sonia Greene, nel 1927 scrisse due dei suoi romanzi; “La ricerca onirica dello sconosciuto di Kadath” e “Il caso di Charles Dexter Ward“, tuttavia verranno pubblicati postumi poiché l’autore non ne era soddisfatto. Nel 1928 Lovencraft divorziò da Sonia Green e fece ritorno a Providence, gli ultimi anni della sua vita furono i più prolifici per le sue opere, durante questi anni scrisse la maggior parte dei suoi racconti soprattutto quelli facenti parte dei Miti di CthulhuIl 10 marzo 1937 venne ricoverato al Jane Brown Memorial Hospital di Providence dove gli fu diagnosticato un tumore all’intestino in fase molto avanzata. Cinque giorni dopo, il 15 marzo, alle 6:00 del mattino, lo scrittore di Providence si spense. l corpo di Lovecraft venne sepolto assieme a quello dei genitori nel monumento funebre di famiglia dei Phillips, nel cimitero di Swan Point a Providence. Nel 1977, un gruppo di fan particolarmente devoti guidati da Dirk Mosig raccolse i fondi necessari per far realizzare una nuova lapide commemorativa, sulla quale vennero incisi il nome dello scrittore, la data di nascita, quella di morte e la frase “I AM PROVIDENCE” (io sono Providence), tratta da una delle sue lettere personali. Il 13 ottobre 1997, a poco più di sessant’anni dalla morte dello scrittore, uno o più sconosciuti hanno scavato nel cimitero cercando di riesumarlo, ignorando che il corpo non è sepolto sotto la nuova lapide.

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Gioia Riccardi

« Penso che la cosa più misericordiosa al mondo sia l'incapacità della mente umana di mettere in relazione i suoi molti contenuti. Viviamo su una placida isola d'ignoranza in mezzo a neri mari d'infinito e non era previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. Le scienze, che fi­nora hanno proseguito ognuna per la sua strada, non ci hanno arreca­to troppo danno: ma la ricomposizione del quadro d'insieme ci aprirà, un giorno, visioni così terrificanti della realtà e del posto che noi occupiamo in essa, che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura. » H.P. Lovecraft, Il Richiamo di Cthulhu 1928.

4 Comments

  1. avatar Stefano ha detto:

    Essendo un “novizio” di Lovecraft (ho iniziato or ora “Necronomicon, il libro segreto di Howard Phillips Lovecraft” edito da Fanucci commentato da Colin Wilson e Robert Turner) e ammetto che tutto quanto mi stà “esplodendo in faccia come una bomba”, sapevo a grandi linee di cosa trattava “i miti di Cthulhu” ma per vari tentennamenti e interessi più forti, negli anni passati non sono mai riuscito a reperire un libro che uno!

    Finalmente, grazie al vostro esauriente articolo, ho tutta la lista completa!

    Vorrei aggiungere, il fattore di “entità extradimensionali” che interagiscono con gli esseri umani principalmente tramite i sogni: questa convinzione è ripresa un pò in tutti gli angoli del globo, pure il ricercatore Carlos Castaneda (al di là di varie menzogne, come l’ambientazione dei suoi libri e il fatto che sia stato seguito solamente da uno sciamano di Sonora nel Messico settentrionale, quando in realtà aveva a che fare con vari gruppi di studio sullo sciamanesimo) riportava per filo e per segno che queste “entità extradimensionali” (provenienti dagli abissi profondi dell’universo) stavano “proiettate” nel campo energetico dell’uomo e si cibavano delle sue emozioni e nel corso della sua vita queste entità, che il fittizio sciamano Don Juan, chiamava “voladores” cioè creature che volano/saltellano, si prodigano di mantenere l’aura di consapevolezza (Don Juan lo immaginava, o lo percepiva sotto effetto di potenti allucinogeni come una specie di “guscio” simile all’albume dell’uovo) a una sottile membrana spessa abbastanza da conservare le funzioni vitali dell’uomo.

    A mio modesto parere quest’assonanza fra Lovecraft e Castaneda è stramaledettamente affascinante!

    E che mi dite della figura di Azathot?? la “danza” di Azatoth, mioddio! Pure nell’induismo con la “trimurti” ovvero le “tre forme dell’essere supremo” in cui abbiamo Brahma il creatore, Vishnu il ricostruttore, e infine c’è Shiva il distruttore, ora sentite questa su Shiva;

    “Le sue rappresentazioni più famose lo mostrano come una figura con quattro braccia mentre si manifesta in una danza cosmica a dorso di un piccolo demone cattivo del quale lui ha rotto la spina dorsale. La danza di Shiva simboleggia l’etrano alternarsi della distruzione e creazione nell’universo”.

    Riprendendo il discorso “Azathot”, egli danza sulle note di “flauti”, e io mi chideo: “chi o cosa farebbe suonare questi fluati??”

    E a questa domanda non mi viene in mente nient’altro che le “vibrazioni” della teoria delle stringhe, ogni cosa nell’universo “VIBRA” a una certa “FREQUENZA (danza?)” e sembrerebbe che la religione/narrativa del fantastico/fisica quantistica abbiano clamorosamente un punto d’incontro!

    E ora scusate, scappo in libreria 😉

  2. avatar Gioia Riccardi ha detto:

    Ciao Stefano, sono contenta che il mio articolo ti sia stato utile. Lovecraft con la sua produzione letteraria è stato, suo malgrado, ispiratore di culti esoterici basati sulle sue opere.Ma ultimamente sta prendendo piede l’ipotesi che Lovecraft si sia ispirato a un culto esistente già nel periodo dei primi racconti del Ciclo di Cthulhu, a questo proposito colgo l’occasione per segnalare il libro di Angelo Cerchi “H.P. Lovecraft Il Culto Segreto” Aradia Edizioni, che analizza proprio quest’ultima ipotesi.

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